Venezia 2025, il terzo red carpet tra conferme e sorprese
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Redazione Cultura e Spettacolo
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La lunga sfilata del terro giorno della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia 2025, che ha preso il via nel primo pomeriggio con i protagonisti del film "A pied d’oeuvre" di Valérie Donzelli, ha offerto un panorama variegato di stili e personalità. La regista francese, che è anche interprete della pellicola, ha scelto un sobrio total black accompagnato da un bomber in pelle chiara, mentre i suoi due attori principali, Bastien Bouillon e Virginie Ledoyen, hanno optato per una eleganza più canonica, lui con lo smoking scuro e lei con un abito lungo decorato da piccoli pois rossi.
In questo contesto, tuttavia, a catalizzare l’attenzione è stata l’indiscussa regina della serata, Julia Roberts, al suo debutto assoluto alla Biennale con il film "After the Hunt" di Luca Guadagnino. L’attrice, la cui presenza era attesissima, ha incarnato una grazia senza tempo, posando con una naturalezza che pochi possiedero, dimostrando come una certa classe hollywoodiana non conosca tramonto. Accanto a lei, sul red carpet, anche le co-star Andrew Garfield e Ayo Edebiri, quest’ultima rivelazione di successo del cinema indipendente.
Proprio Andrew Garfield si è distinto per una scelta anticonvenzionale e per questo ancor più apprezzata, abbandonando il rigore formale dello smoking in favore di un completo fresco e giocoso, che i più hanno definito “spettinato” ma che ha rivelato una sincera aderenza al suo carattere disinibito. Una prova di stile, la sua, che ha conquistato il massimo dei voti. Di segno opposto, e non altrettanto convincente, la performance di Emanuela Fanelli, madrina della kermesse, la quale – sebbie abbandonato il luccichio della serata precedente per un abito certamente provocatorio – è parsa a molti ancora in cerca di una cifra stilistica definita, finendo per ricordare, in alcune pose, l’iconografia popolare di Madama Doré.




