Venezia 2025, il red carpet d'apertura tra sostenibilità e punk

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   La kermesse veneziana ha riaperto i battenti per l'ottantaduesima volta, inaugurando undici giorni dedicati alla settima arte con il consueto, sfavillante rituale della moda sul red carpet. Ad accendere i riflettori della prima serata, dedicata alla proiezione de "La grazia" di Paolo Sorrentino, è stata una parata di look che ha spaziato dall’alta sartoria al punk, suscitando giudizi inevitabilmente contrastanti.

Cate Blanchett, presenza fissa e ammirata al Lido, ha fatto parlare di sé per una scelta consapevole e non certo dettata dal caso: ha indossato un abito nero dalla profonda scollatura, impreziosito da un dettaglio gioiello, che aveva già fatto il suo debutto in una precedente occasione. La sua eleganza, sebbene un po' "spettinata" come è nel suo stile, è stata comunque un punto di riferimento, dimostrando come il riutilizzo di un capo d'alta moda possa essere un potente statement di stile e sostenibilità, lontano dalla logica effimera dell'usa-e-getta.

Sul versante opposto, la performance di Rose Villain ha polarizzato il giudizio. L'artista, che ha scelto un'estetica punk con una cresta vistosa, non è riuscita a convincere appieno, piazzandosi in fondo alla classifica delle pagelle. Un look che, se da un lato ha tentato di rompere gli schemi, dall'altro è apparso forse poco coerente con il tono della serata inaugurale.

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