Daspo e misure cautelari per gli scontri del derby: la Curva Sud della Juventus diserta il match con la Lazio
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Redazione Sport
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Il questore di Torino, Massimo Gambino, ha disposto 22 Daspo nei confronti di altrettanti ultras identificati dagli investigatori dopo i disordini avvenuti allo stadio Olimpico Grande Torino in occasione del derby tra Torino e Juventus dello scorso 24 maggio. I provvedimenti hanno colpito in prevalenza la tifoseria bianconera: sono 19 i sostenitori della Juventus coinvolti, a fronte di tre tifosi granata.
Per diciannove persone è scattato il divieto di accesso alle manifestazioni sportive senza ulteriori prescrizioni, mentre per le restanti tre è previsto anche l’obbligo di firma.
Nella mattinata del 6 ottobre, la Polizia di Stato della Questura di Torino, coordinata dalla locale Procura della Repubblica, ha eseguito un provvedimento cautelare nei confronti di 22 appartenenti ai gruppi ultras della Juventus e del Torino. Le misure consistono nel divieto di dimora a Torino e nell’obbligo di presentazione alla Polizia giudiziaria.
Gli indagati rispondono a vario titolo dei reati di resistenza aggravata a pubblico ufficiale, travisamento, lancio di materiale pericoloso in occasione di manifestazioni sportive e rissa.
Il contesto degli scontri e le misure eseguite in diverse regioni
L’operazione ha coinvolto anche gli uffici di Milano, Genova, Modena, Treviso, Como, Monza e Cuneo, a testimonianza della dispersione territoriale dei soggetti destinatari dei provvedimenti. Secondo la ricostruzione della Polizia, prima dell’inizio della partita le due tifoserie tentarono reiteratamente di entrare in contatto, venendo separate dagli schieramenti della forza pubblica, fatta oggetto del lancio di pietre, bottiglie di vetro e artifizi esplodenti. Nove operatori della Polizia di Stato rimasero feriti nel corso degli incidenti.
Nonostante l’interposizione dei contingenti, un gruppo di tifosi rivali riuscì a venire a contatto, colpendosi reciprocamente con pugni, calci, cinture e aste di bandiera.
Nell’immediatezza dei fatti, la Digos aveva tratto in arresto in flagranza di reato otto partecipanti agli scontri e ulteriori due in flagranza differita, provvedimenti poi convalidati dal Gip. Oltre ai destinatari delle misure cautelari, sono stati denunciati per i medesimi reati altri 20 ultras tra juventini e granata. Nei confronti di tutti i tifosi deferiti all’autorità giudiziaria sono stati emessi provvedimenti Daspo.
La decisione della Curva Sud bianconera
Il tifo organizzato della Juventus ha annunciato che i gruppi della Curva Sud non entreranno all’Allianz Stadium in occasione di Juventus-Lazio, match in programma domenica 18 ottobre alle ore 20.45. La decisione scaturisce dai provvedimenti adottati dopo gli scontri del 24 maggio. In un comunicato diffuso nelle scorse ore, la Curva contesta la gestione dell’ordine pubblico, sostenendo che «invece di prevenire ha contribuito ad alimentare una tensione sfociata nell’evitabile contatto tra le tifoserie».
I gruppi organizzati giudicano «assolutamente sproporzionate rispetto ai fatti contestati» le diffide, i provvedimenti e le modalità investigative.
Nel documento, la Curva Sud solleva dubbi sull’uso dei lacrimogeni da parte delle forze dell’ordine, citando il caso del tifoso rimasto gravemente ferito alla testa, estraneo agli scontri secondo la ricostruzione dei gruppi organizzati. Il comunicato contesta inoltre la fermata di un pullman di tifosi, le sanzioni pecuniarie comminate per corteo non autorizzato e l’assenza di navette che, secondo la nota, sarebbero state imposte dalle forze dell’ordine presenti.
La Curva ribadisce di non chiedere impunità, ma «giustizia, proporzionalità e verità», invocando l’accertamento di tutte le responsabilità, comprese quelle di chi avrebbe dovuto impedire il contatto tra i cortei delle due tifoserie.
L’appuntamento annunciato è per sabato 10 ottobre alle ore 15 davanti alla curva, prima della sfida contro la Lazio. Il messaggio finale della nota è esplicito: «A Juve-Lazio resteremo fuori: se non volete sentire la Nostra voce, sarete costretti ad ascoltare il Nostro silenzio».
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