Lecce-Cremonese, il peso di uno scontro diretto che vale una stagione

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Mezzogiorno di fuoco al “Via del Mare”, dove il Lecce di Eusebio Di Francesco e la Cremonese di Davide Nicola si affrontano in una sfida che, pur non essendo decisiva vista la mole di partite ancora da disputare, ha il sapore e il peso specifico di una vera e propria finale anticipata. Le due compagini, appaiate a quota 24 punti in classifica e invischiate nella lotta per non retrocedere, cercano un successo che varrebbe doppio, non solo per i tre punti ma per il morale e per lo slancio in un rush finale che si preannuncia estenuante. I padroni di casa, reduci da un percorso altalenante ma caratterizzato da una certa continuità di rendimento, ospitano una formazione lombarda che, al contrario, ha costruito gran parte del suo bottino nella prima parte dell'anno e ora cerca disperatamente di invertire una tendenza preoccupante.

La partita, diretta dall'arbitro Sozza, ha offerto spunti immediati con un avvio folgorante dei salentini. A sbloccare la gara è stato Pierotti, abile a insaccare di testa e a portare in vantaggio i giallorossi, ma è stato il raddoppio, arrivato poco dopo, a infiammare il pubblico di casa. Un tiro di Stulic, infatti, ha trovato l'opposizione del braccio di Bianchetti, un contatto che nell'immediatezza del gioco era sfuggito alla direzione arbitrale. La sala Var, però, ha richiamato Sozza al monitor per una On Field Review e, dopo aver rivisto le immagini, il fischietto non ha avuto dubbi: il braccio del difensore della Cremonese era fuori dalla sagoma del, rendendo il tocco punibile con il calcio di rigore. Dal dischetto si è presentato lo stesso Stulic, che con freddezza ha spiazzato Audero, firmando il momentaneo due a zero e mettendo una seria ipoteca sul risultato.

In casa Lecce, intanto, c'era grande attesa per capire le scelte di formazione di Di Francesco, soprattutto in mediana e sulla trequarti. L'allenatore abruzzese ha dovuto fare i conti con le condizioni non ottimali di alcuni elementi, in particolare di Gandelman, alle prese con i postumi di una tendinopatia al ginocchio che già nella precedente uscita ne aveva limitato il rendimento. Nonostante qualche dubbio della vigilia, alla fine Coulibaly ha stretto i denti ed è partito titolare, mentre l'israeliano è stato gestito e lasciato inizialmente in panchina, pronto a subentrare nella ripresa per dare il suo contributo. Un altro nome che preoccupa in ottica futura è quello del difensore Tiago Gabriel, unico diffidato tra le fila giallorosse: un suo eventuale giallo oggi significherebbe automaticamente saltare la delicata trasferta di sabato prossimo sul campo del Napoli, un'assenza pesante per il reparto arretrato.

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