Lecce-Cremonese 2-1, il colpo salvezza dei giallorossi: decide un rigore controverso nel primo tempo, poi è delirio nel recupero

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Il Lecce di Eusebio Di Francesco centra l’obiettivo più importante della propria stagione, o almeno uno di quelli che pesano di più sulla bilancia dei valori, imponendosi per 2-1 sulla Cremonese in uno scontro diretto per la salvezza che al Via del Mare, domenica scorsa, ha regalato emozioni e, soprattutto, un finale da dito puntato contro le decisioni arbitrali. La squadra salentina, bisogna dirlo, costruisce il proprio successo nel primo tempo, quando prima Pierotti e poi Stulic, quest’ultimo su calcio di rigore, scavano un solco che sembra incolmabile; nella ripresa, però, la musica cambia radicalmente, e gli uomini di Davide Nicola, quelli sì, risalgono a galla con il gol di Bonazzoli e iniziano a crederci, spingendo fino all’ultimo secondo di recupero. Il risultato finale, un 2-1 che proietta i giallorossi a quota 27 punti e lascia i grigiorossi fermi a 24, ha il sapore della svolta per i padroni di casa, ma lascia l’amaro in bocca agli ospiti per un episodio, quello del contatto tra Jean e Sanabria nell’area di rigore salentina, su cui l’arbitro Sozza, non supportato dall’intervento del Var, ha deciso di sorvolare.

Una prima frazione ad alta intensità e il rigore che cambia l’inerzia

La partita, per chi l’ha seguita dagli spalti o attraverso la diretta televisiva, si accende dopo un quarto d’ora di studio reciproco, quando Pierotti, sugli sviluppi di un corner calibrato da Gallo, anticipa la difesa lombarda e batte Audero con un colpo di testa preciso, forse anche agevolato da un’uscita non impeccabile del portiere avversario. Il Lecce, forte del vantaggio, non si chiude ma anzi continua a pressare, e al 38° arriva l’episodio che dividerà le opinioni: Stulic, in area, calcia verso la porta e la sfera, deviata, colpisce il braccio di Bianchetti. Per Sozza, dopo revisione al monitor, è calcio di rigore, e lo stesso Stulic si incarica della battuta, spiazzando Audero e portando i suoi sul doppio vantaggio con cui si chiude la prima frazione.

La reazione della Cremonese e il gol che riapre i giochi

Nell’intervallo, Davide Nicola deve aver usato parole pesanti nello spogliatoio, perché la sua Cremonese rientra in campo con un altro piglio, più aggressivo e determinato, e trova la via del gol dopo appena due minuti: Djuric, appena entrato, smista per Bonazzoli che, con una conclusione precisa, batte Falcone e riaccende le speranze dei tifosi arrivati dal Nord. Da lì in poi, la partita cambia volto e diventa un monologo degli ospiti, che cercano in ogni modo il pari senza però riuscire a sfondare il muro eretto dalla difesa di casa, con Tiago Gabriel e Siebert attenti a chiudere ogni varco. Il forcing, intenso e prolungato, porta la squadra di Nicola a sfiorare il gol in più occasioni, ma la mira o la sorte, a seconda dei punti di vista, non premiano i grigiorossi.

Il caos del finale, tra gol annullato e penalty negato

Nel finale, però, la partita esplode in tutta la sua drammaticità sportiva: al minuto 87, Payero deposita in rete, e per un attimo il Via del Mare trattiene il fiato, ma il Var richiama Sozza al monitor per un tocco di mano nell’azione, e il gol viene giustamente annullato tra le proteste vibranti dei giocatori ospiti. Il vero nodo, quello che probabilmente rimarrà nella memoria dei tifosi della Cremonese, arriva al quinto minuto di recupero, quando Sanabria, lanciato verso la porta, cade in area dopo un contatto con Jean: per l’arbitro, e per la sala Var, non ci sono gli estremi per concedere il rigore, e la decisione scatena l’ira della panchina grigiorossa, culminata con l’espulsione di Pezzella per proteste. Una vittoria, quella del Lecce, costruita su un primo tempo di qualità e su una sofferenza difensiva nella ripresa, ma anche, va detto, sull’onda lunga di episodi controversi che, in una lotta salvezza così serrata, possono pesare come macigni.

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