Lecce-Cremonese, il ds Giacchetta furioso: «Ci sentiamo derubati e mancati di rispetto»

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Il finale rovente del “Via del Mare” lascia un strascico di polemiche destinato a tenere banco, con la Cremonese che esce dalla sfida salvezza contro il Lecce non solo con una sconfitta pesante per 2-1, ma anche con la convinzione, radicata nello spogliatoio e nella dirigenza, di essere stata vittima di un torto arbitrale decisivo. La partita, già di per sé vibrante e ricca di capovolgimenti di fronte, si trasforma al minuto novantasei in un caso, quando un contatto in area salentina tra Jean e Sanabria viene giudicato regolare dall’arbitro Sozza, scatenando le proteste furibonde dei grigiorossi. È proprio su questo episodio, e sul mancato intervento della tecnologia, che si concentra la stragrande maggioranza della rabbia ospite, rabbia che troverà poi sfogo nelle dichiarazioni post-gara.

Simone Giacchetta, direttore sportivo della Cremonese, intervenuto ai microfoni di DAZN, non usa giri di parole per esprimere il proprio dissenso, e lo fa con la determinazione di chi vede profilarsi all’orizzonte uno scenario di classifica sempre più complicato. «Non mi compete commentare la partita dal punto di vista tattico», esordisce, «ma mi compete invece rivendicare la posizione della nostra società in merito all’episodio che ha compromesso la gara». Il dirigente, nel suo sfogo, non si limita all'oggi, ma allarga lo sguardo a un campionato costellato, a suo dire, da precedenti analoghi: «È già la seconda volta che mi trovo a dover intervenire pubblicamente. Ricordo un fallo di mano clamoroso di Simeone al novantacinquesimo contro il Torino che ci costò un punto importante. Oggi, sempre al novantacinquesimo, Sanabria subisce un tocco decisivo sul piede destro». La coincidenza temporale, quasi identica, alimenta la frustrazione di chi vede svanire la possibilità di un pareggio, fondamentale per la rincorsa salvezza, nel momento più cruciale e per un episodio dubbio.

L’ira per la mancata revisione al monitor e il ricorso ai precedenti

Il cuore della contestazione grigiorossa, però, non risiede solo nel mancato fischio di Sozza, quanto piuttosto nell’inerzia del Var, che pure aveva avuto un ruolo attivo in precedenza annullando, correttamente, la rete del possibile pareggio a Payero per un tocco di mano nell'azione. «Qui non è stato nemmeno chiamato il Var per l'On Field Review», incalza Giacchetta, «e questa è la cosa che più ci fa arrabbiare. Il fallo era parso evidente a tutti, Sanabria viene toccato e cade. Il Var a cosa serve, allora?». La sensazione, per il ds, è quella di un utilizzo a senso unico della tecnologia, chiamata in causa per dettagli minimi e quasi futili – per usare le sue parole – e inspiegabilmente silente quando, secondo la sua prospettiva, ce ne sarebbe stato un estremo bisogno. «Fanno interventi per far vedere quanto sono importanti e poi in queste occasioni cruciali non si fanno sentire. Noi ci sentiamo danneggiati e mancati di rispetto, è una situazione altamente penalizzante».

La partita, va detto, non era stata priva di altri momenti di concitazione. Al minuto ottantasette, la Cremonese aveva già visto annullare un gol a Payero, una decisione questa definita dallo stesso Giacchetta corretta dopo la revisione al monitor. L'episodio, però, aveva contribuito ad alzare la tensione in un finale già di per sé incandescente. La rete del 2-1 di Bonazzoli, arrivata al quarantasettesimo del primo tempo su assist di Djuric, aveva ridato speranza agli uomini di Davide Nicola, che nel corso della ripresa avevano spinto con insistenza alla ricerca del pari, andandoci vicini in più di un'occasione, salvo poi infrangersi contro i riflessi di Falcone e, nella loro versione, contro le decisioni della terna arbitrale.

Espulsione nel caos e lo spettro della classifica che si fa pesante

Il nervosismo, comprensibilmente, non si è placato con il triplice fischio. Anzi, è proprio in quel frangente che si consuma l'ultimo atto della serata per la Cremonese, con Pezzella che, nel parapiglia generale e nelle vibranti rimostranze verso il direttore di gara, si vede sventolare in faccia il cartellino rosso. Un'espulsione, quella del terzino, arrivata a partita ormai conclusa che, al di là dell'immediato, avrà conseguenze anche per il prossimo impegno di campionato contro la Fiorentina, un altro scontro diretto di fondamentale importanza. La sconfitta, infatti, lascia i grigiorossi inchiodati a ventiquattro punti, sempre più in piena zona rossa e con la necessità assoluta di invertire una rotta che, al momento, sembra segnata da un trend negativo e da una classifica che non lascia spazio a facili ottimismi.

Dal canto suo, il Lecce festeggia una vittoria che vale doppio, non solo per i tre punti in sé, ma per il morale e per la classifica, ora a quota ventisette. Eusebio Di Francesco, nel commentare la prova dei suoi, si concentra sull'aspetto caratteriale e sulla capacità di aver retto la tensione di una gara sentitissima, ringraziando un pubblico definito straordinario. Una lettura, quella del tecnico giallorosso, inevitabilmente opposta a quella degli avversari, che tornano a casa con la bocca amara e la sensazione, netta e cocente, di aver lasciato sul terreno del “Via del Mare” molto più di una semplice occasione sprecata, ma forse un pezzo importante della propria stagione. Il silenzio tombale calato allo stadio dopo il contatto Jean-Sanabria, evocato da Giacchetta come prova della sua tesi, è destinato a trasformarsi in un boato di polemiche che echeggerà per tutta la settimana.

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