Stellantis e la trasformazione dell'automotive in Italia

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il futuro di Stellantis in Italia è appeso a un filo, con numerosi nodi da sciogliere che il prossimo CEO dovrà affrontare. Tra questi, la sovrapposizione tra marchi e la possibile vendita di brand considerati rami secchi, che pesano sui conti dell'azienda. L'ex numero uno, Carlos Tavares, ha più volte ribadito di non voler cedere tali marchi, ma la situazione rimane nebulosa, soprattutto in vista del piano Italia.

L'Italia si trova di fronte a due grandi sfide industriali: mantenere la produzione di modelli mass market all'interno dei confini nazionali e confermare il polo di produzione di batterie nella fabbrica di motori di Termoli. Questi temi saranno al centro del tavolo di discussione convocato dal ministro Adolfo Urso, dove il governo dovrebbe mettere in campo maggiori risorse dopo il taglio al fondo per il comparto automotive dei mesi scorsi.

Il tavolo di domani, 17 dicembre, vedrà la partecipazione di esecutivo, azienda, sindacati, presidenti delle Regioni e Anfia, l'associazione della componentistica. L'obiettivo è condividere attività e linee di intervento per affrontare insieme una fase molto complessa per il settore automotive. Le dimissioni di Carlos Tavares sono considerate da molti come un'opportunità per Stellantis di riallacciare i rapporti con i governi, a partire da quello italiano.

La situazione è critica e il futuro di Stellantis in Italia dipenderà dalle decisioni prese durante questo incontro.

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