L’Iran condanna l’intercettazione della Freedom Flotilla: "Atto di pirateria"
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Redazione Interno
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Teheran non ha usato mezzi termini nel definire “pirateria” l’abbordaggio della nave Madleen, parte della Freedom Flotilla Coalition, da parte delle forze israeliane. Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baqaei, durante un briefing con i giornalisti, ha ribadito che l’operazione viola il diritto internazionale, sottolineando come l’intervento militare contro un’imbarcazione civile diretta a Gaza rappresenti un “attacco inaccettabile”.
A bordo della nave, bloccata al largo delle coste palestinesi, si trovavano attivisti provenienti da diversi Paesi, tra cui la svedese Greta Thunberg, l’attore irlandese Liam Cunningham e l’eurodeputata franco-palestinese Rima Hassan. Le autorità israeliane hanno confermato il fermo degli occupanti, ma non hanno ancora fornito dettagli sulle loro condizioni o sul luogo in cui sono trattenuti.
La Francia, attraverso il ministro degli Esteri Jean-Noël Barrot, ha chiesto accesso consolare per i sei cittadini francesi presenti sul mercantile, insistendo per un loro “rientro immediato”. L’Eliseo ha precisato che Parigi sta seguendo la vicenda “con la massima attenzione”, mentre Emmanuel Macron ha sollecitato una rapida risoluzione della crisi.
Amnesty International, attraverso la segretaria generale Agnes Callamard, ha denunciato il blocco come una “violazione palese delle norme internazionali”, ricordando che Israele, in quanto potenza occupante, ha l’obbligo di garantire l’accesso agli aiuti umanitari per Gaza. Intanto la Spagna ha convocato il chargé d’affaires israeliano a Madrid, chiedendo spiegazioni formali sull’accaduto.
La Freedom Flotilla, organizzazione da anni impegnata nel trasporto di aiuti verso i territori palestinesi, aveva già fatto parlare di sé nel 2010, quando un’operazione analoga si concluse con un blitz navale israeliano che causò vittime tra gli attivisti. Questa volta, sebbene non si registrino scontri fisici, le implicazioni diplomatiche potrebbero essere altrettanto gravi, considerando il coinvolgimento di figure pubbliche di rilievo e il contesto già teso dopo le ultime sentenze della Corte internazionale di giustizia.




