Referendum città unica, vince il "No" alla fusione tra Cosenza, Rende e Castrolibero
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Redazione Interno
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Il referendum consultivo per la fusione di Cosenza, Rende e Castrolibero in un'unica città ha visto prevalere il "No". L'affluenza definitiva alle urne è stata del 26,01%, con una partecipazione del 19,12% a Cosenza, del 33,20% a Rende e del 44,78% a Castrolibero. Sebbene la consultazione non prevedesse un quorum e l'esito non fosse vincolante, il risultato ha comunque un peso politico significativo.
A Cosenza, il "Sì" ha ottenuto il 65,12% dei voti, mentre il "No" si è fermato al 30,49%. Tuttavia, a Rende e Castrolibero, il "No" ha prevalso nettamente, ribaltando il risultato complessivo. Questo esito rappresenta un duro colpo per i promotori della fusione, che includevano esponenti di tutti i principali partiti politici, da Sinistra Italiana a Fratelli d'Italia.
Il presidente Occhiuto, insieme al fratello e ad altri esponenti del centrodestra, così come il Partito Democratico e la CGIL, avevano sostenuto la fusione, ma il voto contrario degli elettori di Rende e Castrolibero ha vanificato i loro sforzi. La proposta di legge regionale sulla fusione, quindi, dovrà attendere ulteriori sviluppi, poiché il risultato del referendum ha evidenziato una chiara opposizione da parte della maggioranza degli elettori coinvolti.
Il referendum ha dimostrato che, nonostante il sostegno politico trasversale, la fusione tra Cosenza, Rende e Castrolibero non ha trovato il consenso necessario tra i cittadini, che hanno espresso chiaramente la loro volontà di mantenere separate le tre città.




