Leopolda, Renzi apre a centristi e Forza Italia: "Venite con noi, anche in minigonna". Tajani e Occhiuto: "Che ci fai tu nel Campo largo?"

Leopolda, Renzi apre a centristi e Forza Italia:Venite con noi, anche in minigonna". Tajani e Occhiuto:Che ci fai tu nel Campo largo?"
Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo
INTERNO Preferisci Informazione.News su Google

Redazione Interno Redazione Interno   -   Firenze – «Lanciamo un appello a tutti i centristi, ai riformisti di Forza Italia. Lasciate Forza Italia e venite con noi, non è casa vostra il partito, la coalizione che scommette sul sovranismo». Con queste parole, pronunciate dal palco della quattordicesima edizione della Leopolda, il senatore e leader di Italia Viva Matteo Renzi ha chiuso la kermesse fiorentina, rilanciando l'apertura del suo partito a un perimetro più ampio di quello del centrosinistra tradizionale.

L'appello del leader di Italia Viva, stando a quanto riportato dalle agenzie presenti, è stato esplicito: «Lo dico a chi ha creduto al disegno europeista di Silvio Berlusconi, le porte sono aperte e sono certo che fin dalle prossime ore qualche segnale arriverà». Renzi ha quindi offerto ai potenziali transfughi azzurri una prospettiva di parità, spiegando che «chi vuole venire noi siamo pronti a metterci in discussione» e che la condizione è «rinunciare al maggioritario».

Il titolo scelto per l'edizione numero quattordici, «Riprenderci Itaca», ha fatto da sfondo a un intervento che ha toccato anche i rapporti interni all'area progressista, con Renzi che ha ribadito la necessità di un centrosinistra unito per battere Giorgia Meloni.

La replica di Tajani: «Il centro siamo noi»

La risposta di Forza Italia non si è fatta attendere. Il segretario nazionale Antonio Tajani ha respinto l'invito con fermezza, rivendicando per il suo partito il ruolo di unico riferimento dell'area moderata. «Il centro è uno solo: Forza Italia. Siamo la casa dei moderati, il Partito Popolare Europeo in Italia, alternativi alla sinistra e pilastro del centrodestra fondato da Silvio Berlusconi», ha dichiarato Tajani, aggiungendo che «a chi ha creduto in buona fede che a sinistra esistessero ancora una vera cultura socialdemocratica e una tradizione laburista diciamo che oggi quello spazio politico non c'è più».

Il vicepremier ha poi rilanciato l'appello agli elettori e ai dirigenti dell'area riformista: «Se credete nel riformismo, nella libertà, nel garantismo, nell'Europa e nell'Occidente, la vostra casa non può che essere Forza Italia».

Sulla stessa linea, ma con un tono ancora più diretto, è intervenuto il vice segretario Roberto Occhiuto, che ha ribaltato la domanda posta da Renzi. «Il campo largo non mi pare esattamente il terreno naturale per chi si definisce liberale, riformista ed europeista. E allora, caro Renzi, forse dovresti essere tu a chiederti che cosa ci fai lì dentro», ha affermato Occhiuto, secondo quanto riportato dall'agenzia Dire.

Il governatore della Calabria ha inoltre contestato l'analisi renziana sul presunto carattere sovranista della coalizione di governo, definendola una lettura «che non tiene conto della realtà» e rivendicando la collocazione europeista e atlantica del centrodestra.

Il bivio di Meloni e la partita delle alleanze

Nel corso del suo intervento, Renzi ha affrontato anche il tema delle prospettive elettorali, delineando quello che ha definito il bivio di fronte al quale si troverebbe la presidente del Consiglio. «Meloni è a un bivio: o lei va al Quirinale o lei va a casa», ha scandito dal palco, precisando che «la partita non riguarda noi, è secca».

Secondo il leader di Italia Viva, «se il centrosinistra sta unito la partita è chiusa», mentre la principale garanzia per il centrodestra risiede nella divisione dell'area progressista, uno scenario che a suo giudizio va evitato.

Renzi ha anche avanzato una previsione sul calendario elettorale, sostenendo che il voto potrebbe tenersi a novembre, e ha chiesto tre garanzie al leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte: che Matteo Salvini non torni mai al Viminale, che Giancarlo Giorgetti non faccia parte del prossimo governo e che chi si candida a governare non sia schierato con Donald Trump.

Sul fronte delle alleanze, Renzi ha chiarito la propria disponibilità a un confronto aperto anche con i riformisti che già si trovano nel centrosinistra, proponendo un meccanismo di selezione delle candidature basato sulle primarie e sulla rinuncia ai posti sicuri nei listini. «Io sono il primo che dice a se stesso: se vuoi una garanzia comprati un tostapane, misuratevi con i voti, con il consenso», ha affermato, lanciando quella che ha definito «la proposta più importante» dell'edizione conclusa.

La kermesse, che ha fatto registrare circa diecimila presenze distribuite su tre giorni di dibattiti e ospiti, ha visto l'intervento conclusivo del leader di Italia Viva in tarda mattinata, dopo gli appuntamenti dedicati ai temi economici e al carovita.

Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.