Leopolda 2026, Renzi chiude con l'apertura a Conte e l'appello ai riformisti di Forza Italia
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Redazione Interno
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Si è conclusa oggi a Firenze la quattordicesima edizione della Leopolda, la tre giorni di dibattiti e incontri promossa da Matteo Renzi negli spazi dell'ex stazione ottocentesca. Il titolo scelto per quest'anno, "Riprenderci Itaca", ha fatto da sfondo a un intervento finale in cui il leader di Italia Viva ha alternato aperture dialettiche e paletti programmatici, provando a ridisegnare i confini della coalizione di centrosinistra in vista delle prossime elezioni politiche.
Il ramoscello di pace a Giuseppe Conte
Nel suo discorso di chiusura, Renzi ha teso esplicitamente una mano al presidente del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, dopo i botta e risposta a distanza dei giorni scorsi. "In politica non ci sono garanzie ma le riflessioni che fa Conte sono comprensibili e io vorrei lanciare un ramoscello di pace", ha dichiarato il leader di Iv, aggiungendo che con il M5s "ci sono più cose che ci uniscono di quelle che ci dividono". La risposta di Renzi arriva dopo che Conte aveva chiesto a Elly Schlein di farsi garante della presenza di Italia Viva nell'eventuale coalizione.
Il leader di Iv ha replicato citando Clint Eastwood: "Se vuoi una garanzia, comprati un tostapane".
Le tre garanzie chieste al M5s
Renzi ha poi elencato le condizioni che pone a Conte per un'eventuale alleanza. "Anche io chiedo delle garanzie a Conte. Chiediamo tre garanzie: mai più Salvini al Viminale, mai più Giorgetti in Consiglio dei ministri e che non staremo mai dalla parte di Donald Trump", ha affermato dal palco. Il riferimento è al primo governo Conte, quando il leader del Carroccio ricopriva il ruolo di ministro dell'Interno e Giorgetti era sottosegretario alla Presidenza del Consiglio.
Renzi ha inoltre precisato che Elly Schlein non può essere la garante della sua presenza nella coalizione: "Elly Schlein viene da una storia diversa dalla mia e ha avuto il coraggio di affrontarmi quando io qualsiasi cosa dicevo ero il vate, ero il guru. Lei non era d'accordo e se ne è andata e questo io lo apprezzo".
La proposta del contratto alla tedesca
La soluzione proposta da Renzi per blindare l'alleanza è quella di un "contratto alla tedesca", un accordo scritto sul modello del Koalitionsvertrag tedesco, che fissi obiettivi, tempi e responsabilità per tutte le forze che decidono di governare insieme. "Un programma serio, un contratto alla tedesca", ha spiegato Renzi, sottolineando la necessità di stabilire "paletti chiari per tutti" in modo che "nessuno possa permettersi di uscire da questi paletti".
Secondo il leader di Iv, continuare a litigare nel centrosinistra "significa regalare il Paese alla Meloni e regalare il Quirinale alla Meloni".
L'appello ai riformisti di Forza Italia
Nel suo intervento conclusivo, Renzi ha lanciato un appello diretto ai centristi e, in particolare, all'area riformista di Forza Italia. "Lanciamo un appello a tutti i centristi, il mio è un grande appello ai riformisti di Forza Italia, lasciatela e venite con noi, non è casa vostra, non potete stare con chi nega l'Europa, non può farlo chi ha creduto al sogno europeo di Berlusconi", ha detto il leader di Italia Viva, aggiungendo: "Le porte sono aperte, venite a darci una mano e sono certo che nelle prossime ore qualche segnale arriverà".
La condizione posta da Renzi per chi accetta l'invito è la rinuncia a candidature blindate: "Chi vuole venire in condizioni di parità è benvenuto ma, come me, non chiedete di essere candidati nel listone, rinunciate al posto sicuro e giocatevela candidati in lista".
Il bivio per il centrosinistra
Renzi ha inquadrato la competizione politica come un bivio dai contorni netti. "O Meloni vince e poi va al Quirinale, prende tutto. Oppure va a casa. La partita non riguarda noi, è secca", ha affermato, sostenendo che "se il centrosinistra sta unito, la partita è chiusa. Vinciamo noi. Il calcio di rigore ce lo abbiamo noi". Il leader di Iv ha poi ribadito di non avere interesse a discutere ora di candidature: "Non mi importa chi fa il premier o il ministro. In questa fase non mi interessa".
Nel corso della tre giorni fiorentina si sono alternati sul palco numerosi ospiti, tra cui il sindaco di Salerno Enzo De Luca, il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, il governatore dell'Emilia-Romagna Michele De Pascale, l'archistar Massimiliano Fuksas e il cantante Fedez, che ha partecipato a un dialogo sulle nuove forme di comunicazione.
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