Cristiano Ronaldo: «Sono il migliore di sempre». Ecco cosa ha detto

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Cristiano Ronaldo si considera il miglior calciatore della storia e lo ha dichiarato apertamente in un'intervista a CNN Portugal. «Sono il migliore di tutti i tempi, punto. Quando si tratta di segnare gol, i numeri parlano da soli», ha affermato l'attaccante dell'Al Nassr, riaccendendo il dibattito sul confronto con Lionel Messi, Diego Armando Maradona e Pelé. Le parole del fuoriclasse portoghese arrivano in un momento particolarmente delicato della sua carriera, dopo la rottura con il commissario tecnico della nazionale Jorge Jesus e la sospensione disposta dalla federazione calcistica portoghese.

I mille gol e la rivendicazione dei propri record

A 41 anni, l'ex attaccante di Manchester United, Real Madrid e Juventus ha raggiunto quota 980 reti in 1.337 partite da professionista. Un bilancio che lo avvicina al traguardo dei mille gol, diventato uno degli argomenti più discussi attorno alla sua carriera. Ronaldo, però, non apprezza che l'attenzione si concentri esclusivamente sulla distanza che lo separa da quella cifra. «La gente non apprezza quello che sto facendo in questo momento, i miei gol. Si preoccupano più di quanti me ne mancano per arrivare a mille. Non mi piace per niente», ha spiegato nell'intervista.

Il portoghese ha precisato di non voler trasformare il primato in un'ossessione, preferendo concentrarsi sulle prestazioni e sui risultati immediati. «Le cose devono succedere in modo naturale», ha dichiarato, aggiungendo che raggiungere quella soglia sarebbe fantastico, ma senza considerarla una condizione necessaria per giudicare la propria carriera. La sua convinzione di essere il più grande calciatore di sempre, dunque, non dipende dal raggiungimento di un ulteriore record personale.

Il confronto con Messi, Maradona e Pelé

Nell'intervista Ronaldo ha affrontato anche il confronto con gli altri protagonisti della storia del calcio, distinguendo le preferenze personali dalle caratteristiche tecniche dei giocatori. «Se qualcuno preferisce Messi, Pelé o Maradona, è una questione di gusti personali. Lo rispetto», ha affermato. Ha però respinto le critiche rivolte alle sue qualità complessive: «Dire che Cristiano Ronaldo non è un giocatore completo è una bugia. Io sono il giocatore più completo». Una valutazione con cui rivendica non soltanto la capacità realizzativa, ma anche la versatilità dimostrata durante la sua lunga esperienza professionistica.

Parlando della rivalità con il campione argentino, il portoghese ha scelto un paragone con la Formula 1, richiamando il duello tra Ayrton Senna e Alain Prost. «L'uno ha sempre dato motivazione all'altro», ha spiegato, descrivendo il rapporto come una competizione capace di spingere entrambi a migliorarsi. Ronaldo ha ricordato anche i numerosi incontri avvenuti durante le cerimonie di premiazione internazionali, sottolineando il rispetto reciproco che ha accompagnato il loro confronto sportivo. Ha raccontato di aver aiutato il rivale anche fuori dal campo, traducendogli alcune conversazioni in inglese durante eventi ai quali partecipavano insieme.

La sospensione con il Portogallo e il futuro della carriera

Le dichiarazioni arrivano dopo il caso scoppiato durante gli impegni della nazionale in Nations League. La controversia è nata dalla mancata partecipazione del capitano alla partita contro la Norvegia del 27 settembre, quando il selezionatore gli avrebbe promesso almeno trenta minuti di gioco senza poi farlo entrare. Dopo aver appreso che non sarebbe partito titolare neppure contro la Danimarca, il giocatore ha abbandonato il ritiro a Copenaghen il 30 settembre. In una successiva lettera pubblica ha accusato l'allenatore di non aver rispettato gli accordi presi, chiedendo contemporaneamente scusa ai compagni e ai tifosi per il proprio comportamento.

Il 9 ottobre il Consiglio disciplinare della Federcalcio portoghese ha disposto una sospensione preventiva e avviato un procedimento urgente, trasmesso il giorno successivo alla Commissione istruttoria. Ronaldo ha dichiarato di essere disposto ad accettare le conseguenze della propria decisione, ribadendo la volontà di indossare nuovamente la maglia della nazionale. Il presidente federale Pedro Proença ha espresso l'auspicio di un suo ritorno già a novembre, mentre il commissario tecnico ha affermato che il calciatore potrà essere convocato qualora desideri rientrare nel gruppo.

Quanto alla possibilità di concludere la carriera, l'attaccante non ha indicato una data precisa. «Non so cosa succederà domani. Magari mi sveglierò un giorno senza motivazioni e non vorrò più giocare», ha spiegato. Il suo contratto con il club saudita è valido fino a giugno 2027, ma il giocatore ha evitato di collegare la decisione sul ritiro a una scadenza prestabilita.

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