Decreto giustizia-migranti è legge: via libera definitivo dalla Camera con 165 voti

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il decreto giustizia-migranti è legge. La Camera dei deputati ha approvato in via definitiva il provvedimento, che il governo aveva già blindato con la fiducia, con 165 voti favorevoli e 80 contrari nella tarda serata di mercoledì 5 agosto.

L’Aula di Palazzo Madama aveva già dato il proprio ok senza modifiche lo scorso 30 luglio, chiudendo di fatto l’iter parlamentare e consentendo la conversione in legge di un testo che incide su due fronti sensibili: la giustizia, con particolare attenzione alla professione forense, e il recepimento delle nuove regole europee in materia di migrazione e asilo, previste dal Patto dell’Unione europea sulla migrazione e l’asilo del 14 maggio 2024.

L’approvazione finale a Montecitorio

Il via libera definitivo è arrivato nella seduta di mercoledì 5 agosto, quando l’Aula di Montecitorio ha licenziato il disegno di legge di conversione del decreto-legge 12 giugno 2026, n. 100, che reca le “Misure urgenti in materia di giustizia e per l’attuazione del Patto dell’Unione europea sulla migrazione e l’asilo del 14 maggio 2024”. Sul provvedimento, il governo ha incassato un voto di fiducia con 191 sì, un passaggio che ha accelerato i tempi di discussione e ha portato al voto finale, dove i favorevoli sono stati 165 contro 80.

L’iter si è così concluso senza ulteriori modifiche rispetto al testo già licenziato dal Senato, garantendo una copertura normativa a un pacchetto di misure atteso da settimane e che incide in modo strutturale su due pilastri dell’agenda politica dell’esecutivo.

Le novità per gli operatori del diritto e l'esame da avvocato

Tra le principali innovazioni introdotte dal decreto, spiccano le modifiche alla disciplina della professione forense e, in particolare, al nuovo esame di stato per avvocati, un tema caldo negli ambienti giuridici e accademici. Il provvedimento rivede le modalità di svolgimento delle prove, i criteri di valutazione e i requisiti per l’accesso alla professione, con l’obiettivo dichiarato di snellire le procedure e rendere più efficace il filtro selettivo per i futuri operatori del diritto.

Parallelamente, il testo interviene sull’amministrazione della giustizia, introducendo misure che riguardano i tempi dei processi e l’organizzazione degli uffici giudiziari, sebbene la portata di questi interventi sia stata giudicata da alcuni osservatori più circoscritta rispetto alle aspettative iniziali.

Il recepimento del Patto europeo su migrazione e asilo

L’altra gamba del provvedimento riguarda l’attuazione del Patto dell’Unione europea sulla migrazione e l’asilo, un pacchetto di norme che l’Italia è tenuta a recepire entro i termini stabiliti dalla disciplina comunitaria. Il decreto introduce nuove regole per la gestione delle richieste di asilo, le procedure di frontiera e i meccanismi di solidarietà tra Stati membri, allineando la normativa nazionale ai principi del patto siglato a maggio 2024.

La parte più delicata del provvedimento, quella relativa ai flussi migratori, è stata al centro di un vivace dibattito politico, con le opposizioni che hanno criticato l’impostazione data dal governo e la maggioranza che ha rivendicato la necessità di adeguare il quadro normativo italiano agli obblighi internazionali.

Le critiche dell’opposizione e le reazioni in Aula

Durante la discussione in Aula, il deputato del Movimento 5 Stelle Alfonso Colucci ha pronunciato un intervento durissimo, attaccando frontalmente la politica migratoria del governo Meloni. Colucci ha ricordato le promesse elettorali del partito di maggioranza e della presidente del Consiglio, citando le dichiarazioni relative al blocco navale, alla chiusura dei porti, alla fine delle partenze e all’inseguimento degli scafisti in tutto il mondo, definendo l’esito del decreto un fallimento su tutta la linea.

Le critiche dell’opposizione si sono concentrate soprattutto sulla presunta inefficacia delle misure per arginare gli arrivi e sulla complessità di un testo che, a loro avviso, avrebbe dovuto essere più incisivo nel recepire le direttive europee senza sacrificare la sovranità nazionale in materia di controllo delle frontiere.

La maggioranza ha invece sottolineato la coerenza del provvedimento con gli impegni assunti a livello europeo e la necessità di dotare il paese di strumenti operativi per gestire il fenomeno migratorio in modo ordinato, nel rispetto delle regole comunitarie e delle tutele previste per i richiedenti asilo.

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