Terrorismo, anarchico arrestato a Roma: nel cellulare le istruzioni per ordigni e sabotaggi
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
Nel telefonino e negli altri dispositivi elettronici che utilizzava c'erano istruzioni dettagliate su come preparare ordigni artigianali e su come sabotare servizi pubblici essenziali, in particolare la circolazione ferroviaria e gli istituti penitenziari. Per questo un cittadino italiano, ritenuto vicino all'area anarchica, è stato arrestato a Roma con l'accusa di detenzione di materiale con finalità di terrorismo e altri reati.
La misura cautelare in carcere è stata eseguita dalla Polizia di Stato su ordine del gip del Tribunale di Roma, che ha accolto la richiesta della Procura capitolina al termine di un'indagine complessa coordinata dal pool antiterrorismo.
L'aggressione al funzionario della Digos durante il corteo pro Cospito
L'inchiesta era partita da un episodio preciso, avvenuto il 18 aprile scorso durante una manifestazione non autorizzata nel quartiere San Lorenzo, convocata per sostenere Alfredo Cospito contro il regime del 41 bis. Nel corso del corteo, a cui avevano partecipato circa duecento anarchici, il vice dirigente della Digos di Roma, presente in borghese, era stato colpito in pieno volto da una bottiglia di vetro lanciata tra la folla.
Il funzionario era caduto a terra ed era stato soccorso con una vistosa ferita alla testa, riportando un trauma che, secondo quanto ricostruito, lo avrebbe costretto a una lunga convalescenza. Da quel momento la Digos aveva avviato gli approfondimenti, incrociando i filmati della Polizia scientifica, le riprese dei giornalisti presenti e le immagini registrate lungo il percorso del corteo, fino a ricostruire fotogramma per fotogramma la posizione dell'uomo prima e dopo il lancio. A stringere il cerchio sarebbero state anche le impronte rilevate sulla bottiglia recuperata dopo l'aggressione.
L'uomo, un trentaseienne nato in provincia di Napoli e residente a Roma, non era del tutto sconosciuto alle forze dell'ordine: nel suo passato non risultano precedenti legati al terrorismo, ma era stato denunciato da minorenne a Bologna per porto abusivo di un coltellino e, anni dopo, era stato coinvolto in un'indagine su un giro di spaccio nel capoluogo emiliano.
Il quadro normativo e il precedente dei manuali di sabotaggio
La contestazione della detenzione di materiale con finalità di terrorismo si basa su una fattispecie introdotta nell'ordinamento nel 2025, che punisce chi consapevolmente si procura o conserva istruzioni sulla preparazione o sull'utilizzo di armi, ordigni o altre tecniche destinate a compiere atti di violenza o sabotaggi contro servizi pubblici essenziali, quando sia ravvisabile una finalità terroristica. La pena prevista va da due a sei anni di reclusione.
Il materiale sequestrato nei dispositivi dell'indagato richiama da vicino un'altra inchiesta condotta negli ambienti anarco-insurrezionalisti romani nello scorso giugno, quando dopo una serie di perquisizioni era emerso un manuale intitolato "Ricette Ardenti", attribuito a un gruppo tedesco di estrema sinistra e circolato in italiano, contenente indicazioni su tecniche di sabotaggio ferroviario.
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, i file trovati nel telefono e nel computer dell'uomo sarebbero stati scaricati da un sito oggi non più accessibile, che faceva capo a un collettivo finito nei mesi scorsi nel mirino delle sanzioni dell'amministrazione statunitense. Gli investigatori stanno ora approfondendo l'origine dei documenti, le modalità con cui sono stati acquisiti e l'eventuale esistenza di progetti concreti collegati alle istruzioni operative rinvenute.
Le accuse contestate e il contesto investigativo
Oltre all'ipotesi di terrorismo, all'uomo vengono contestate le lesioni aggravate e permanenti al viso e la violenza e resistenza aggravata a pubblico ufficiale, in relazione al ferimento del funzionario della Digos. L'ordinanza di custodia cautelare è stata eseguita nelle prime ore di sabato 3 ottobre, quando gli agenti della Questura di Roma si sono presentati presso l'abitazione dell'indagato per condurlo in carcere.
L'arresto si inserisce in una fase di particolare attenzione investigativa nei confronti delle frange estremiste della galassia anarchica: negli ultimi mesi, sempre nella Capitale, la Digos e la Procura hanno portato avanti diverse indagini su ambienti anarco-insurrezionalisti e su azioni contro infrastrutture sensibili.
Per gli inquirenti, il punto di partenza resta la bottiglia scagliata contro il funzionario durante il corteo di aprile, un episodio che ha aperto un varco sull'analisi dei dispositivi elettronici e ha portato alla contestazione della fattispecie prevista per il contrasto al terrorismo.
Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.
