Lampedusa, le bare nel molo deserto di Porto Empedocle: c'è quella della bimba di 11 mesi e del padre
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Redazione Interno
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Il molo di Porto Empedocle, quasi deserto all’alba, ha accolto i feretri di dieci delle ventisette vittime affogate nel doppio naufragio al largo di Lampedusa. Tra loro, la piccola bara bianca di una bimba somala di undici mesi, accanto a quella del padre. La madre, sopravvissuta alla tragedia, è una delle sessanta persone tratte in salvo dopo ore di agonia tra le onde. «Li ho visti sparire», ha raccontato ai volontari, chiedendo che i corpi del marito e della figlia fossero sepolti dove un giorno riposerà anche lei.
Le salme, sbarcate dal traghetto Las Palmas, sono state allineate sulla banchina in attesa di un rito interreligioso al quale hanno partecipato il prefetto di Agrigento e altre autorità. Poi, il trasferimento verso i cimiteri della provincia, dove i comuni hanno offerto spazi per la sepoltura. Quella della bimba e del padre è stata destinata a Canicattì, mentre la donna – ancora a Lampedusa – attende di essere trasferita sulla terraferma.




