Scialpinista francese muore cadendo in un crepaccio sul Monte Bianco
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Redazione Interno
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Un uomo di 44 anni, originario dell’Alta Savoia, ha perso la vita ieri pomeriggio precipitando in un crepaccio profondo 15 metri durante la discesa dal versante nord del Monte Bianco. L’incidente, avvenuto intorno alle 12.45, ha visto lo scialpinista scivolare dopo l’impatto con un seracco, un blocco di ghiaccio instabile che ha compromesso il suo equilibrio. Nonostante l’allarme lanciato immediatamente dai tre compagni di escursione, i soccorsi dei gendarmi non hanno potuto far altro che constatare il decesso.
La parete nord del Bianco, teatro della tragedia, è una delle più impegnative per gli amanti dello scialpinismo, dove i crepacci – spesso nascosti da uno strato di neve apparentemente solido – rappresentano un pericolo costante. Quello in cui è caduto il francese, profondo quanto un edificio di cinque piani, non gli ha lasciato scampo.
Quella del Monte Bianco, con i suoi 4.810 metri, è una vetta che ogni anno miete vittime: oltre un centinaio, secondo le stime, tanto da essere considerata tra le dieci montagne più pericolose al mondo. Poche ore prima dello schianto dello scialpinista francese, un altro incidente aveva coinvolto Davide “Diuz” Mazzina, noto maestro di sci di Claviere, precipitato per 700 metri durante una discesa. Due tragedie che, in poche ore, riaccendono i riflettori sui rischi di un’attività che, seppur affascinante, non perdona errori.
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