Macron a Madrid: "Servono soluzioni ferme per proteggere le frontiere europee"
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Redazione Esteri
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Stretta di mano, sorrisi, una solida amicizia suggellata dagli onori militari al Palazzo Reale. Ma anche una netta presa di distanza dall'ottimismo senza frontiere di Pedro Sánchez sulla gestione migratoria. Durante la sua visita di Stato in Spagna, la prima di un presidente francese dopo quella di Nicolas Sarkozy nel 2009, Emmanuel Macron ha voluto esprimere la solidarietà della Francia per la crisi migratoria che ha investito l'exclave spagnola di Ceuta, mettendo però in guardia dall'abbassare la guardia sulla difesa dei confini comuni europei.
La visita, in programma il 29 e 30 settembre, prevede un fitto calendario di incontri: dopo l'accoglienza dei sovrani Felipe VI e Letizia, Macron e la moglie Brigitte hanno partecipato a un pranzo al Palazzo della Zarzuela e, in serata, a una cena di gala offerta in loro onore. Il colloquio di lavoro con il premier spagnolo è previsto per il giorno successivo al Palazzo della Moncloa, con un'agenda che spazia dalla guerra in Ucraina alla crisi in Medio Oriente, dalla difesa europea alla tutela della democrazia nell'era dei social network.
Il caso Ceuta e le fratture europee
La crisi di Ceuta, esplosa alla fine di luglio, ha rappresentato il banco di prova più duro per la politica migratoria spagnola. Secondo le autorità di Madrid, circa 50.000 persone hanno attraversato illegalmente il confine in poche ore, un afflusso senza precedenti per la città autonoma, che conta poco più di 84.000 abitanti. Il governo spagnolo ha rivendicato di aver ripristinato il controllo della frontiera in meno di 48 ore, con il ritorno in Marocco della quasi totalità degli entranti irregolari.
Una gestione che Sánchez ha difeso con forza, chiedendo alla Commissione europea di convocare una riunione straordinaria dei ministri dell'Interno per coordinare una risposta comune.
La reazione di alcuni partner europei, tuttavia, ha innescato una profonda spaccatura. L'Italia ha annunciato la sospensione temporanea dei controlli Schengen con la Spagna, mentre la Danimarca ha avanzato analoga richiesta. Sánchez ha definito queste posizioni "egoistiche" e contrarie al diritto europeo, sottolineando come la Spagna abbia impedito qualsiasi movimento non autorizzato verso il continente.
La Commissione europea, dal canto suo, ha confermato che nessun migrante ha raggiunto la penisola iberica o altri Paesi dell'area Schengen, ma ha ribadito la necessità di rafforzare la protezione delle frontiere esterne.
La risposta sul terreno e le misure adottate
Sul piano operativo, Madrid ha dispiegato un dispositivo ingente per fronteggiare l'emergenza. Oltre al potenziamento delle forze di polizia e della Guardia Civil, è stata installata una barriera galleggiante di 500 metri lungo il tratto di mare antistante il confine di Tarajal, mentre le autorità locali hanno cancellato le celebrazioni annuali in onore della Vergine d'Africa. Il Centro di Soggiorno Temporaneo per Immigranti di Ceuta ha visto la propria capacità ampliata da 512 a 1.000 posti, con l'allestimento di letti e brandine in aule e spazi esterni, in collaborazione con il Ministero della Difesa.
Parallelamente, il governo ha approvato un decreto legge che estende i terreni statali destinati all'accoglienza, includendo una parcella del centro penitenziario di Fuerte Mendizábal e aree demaniali del Porto di Ceuta, oltre a spazi di competenza dei Ministeri dei Trasporti, della Casa e della Transizione Ecologica.
Si tratta di misure che riflettono la complessità di una gestione che, secondo quanto dichiarato dal ministro dell'Interno Fernando Grande-Marlaska, ha permesso di mantenere la Spagna come uno dei Paesi europei con il minor numero di ingressi irregolari rispetto a Italia e Grecia nel periodo 2021-2026.
Le implicazioni per l'agenda franco-spagnola
La visita di Macron giunge in un momento di particolare sensibilità per le relazioni bilaterali. Poche ore prima dell'arrivo del presidente francese, il Senato spagnolo ha respinto il trattato di amicizia e cooperazione firmato nel 2023 a Barcellona, con 142 voti contrari e 106 favorevoli. Il testo, già approvato dalla Camera bassa, era stato contestato dal Partito Popolare per una clausola che consentiva a un ministro di ciascun Paese di partecipare al Consiglio dei ministri dell'altro, previsione che la Corte Costituzionale aveva giudicato compatibile con la Carta fondamentale.
Nonostante lo stop parlamentare, l'Eliseo ha ribadito la profondità dei legami tra i due Paesi, che condividono l'impegno per la protezione della democrazia e delle giovani generazioni di fronte alle sfide poste dai social network e dall'intelligenza artificiale. Il programma della visita include anche un forum economico dedicato al commercio e agli investimenti, un intervento all'Università Complutense e una visita al Centro satelliti dell'Unione europea, a testimonianza di una cooperazione che si estende ben oltre la dimensione migratoria.
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