Netflix batte le stime sugli utili ma delude sulle previsioni pubblicitarie: il titolo cede il 6% e Dan Lin lascia la divisione cinema
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Economia
-
Netflix ha chiuso il terzo trimestre del 2026 con utili superiori alle attese del mercato, ma il titolo ha perso circa il 6% nelle contrattazioni after-hours a Wall Street dopo la revisione al ribasso delle previsioni sui ricavi pubblicitari per l'intero esercizio. La società ha riportato un utile per azione diluito di 0,87 dollari, contro gli 0,59 dollari dello stesso periodo dell'anno precedente e al di sopra del consensus fissato a 0,82 dollari, mentre l'utile netto è salito a 3,66 miliardi di dollari dai 2,55 miliardi di un anno prima.
Conti in crescita ma con il freno sulle vendite
I ricavi del trimestre chiuso a settembre si sono attestati a 12,87 miliardi di dollari, in aumento dell'11,8% rispetto agli 11,51 miliardi del corrispondente periodo del 2025 e in linea con le stime degli analisti. A trainare la crescita sono stati soprattutto l'aumento del numero di abbonati e gli adeguamenti dei prezzi introdotti a marzo, insieme a un contributo favorevole dei tassi di cambio al netto delle operazioni di copertura.
L'utile operativo ha raggiunto i 4,5 miliardi di dollari, con un margine del 34,6% rispetto al 28,2% di un anno prima, superando anch'esso le previsioni. Si tratta però del minor incremento delle vendite degli ultimi tre anni, un dato che ha contribuito a raffreddare l'entusiasmo degli investitori nonostante la solidità della redditività.
La pubblicità rallenta e la guidance annuale si restringe
Il punto critico emerso dalla comunicazione trimestrale riguarda il comparto pubblicitario. Netflix ha ridotto le stime sui ricavi da advertising per il 2026 a circa 2,7 miliardi di dollari, rispetto ai circa 3 miliardi indicati in precedenza, citando un rollout di alcune funzionalità dei prodotti pubblicitari più lento del previsto. Per il quarto trimestre la società prevede ricavi a 13,44 miliardi di dollari, con una crescita superiore all'11% trainata da abbonamenti, prezzi e pubblicità, ma la guidance sul profitto è risultata inferiore alle attese.
La previsione di fatturato per l'intero 2026 è stata ristretta a 51,1 miliardi di dollari, contro l'intervallo precedente compreso tra 51 e 51,4 miliardi, un valore leggermente al di sotto delle aspettative del mercato.
Il licenziamento di Dan Lin e la riorganizzazione dei vertici
Sul fronte organizzativo, Netflix ha confermato l'uscita di Dan Lin dalla guida della divisione cinema, una decisione arrivata a pochi giorni di distanza dal taglio di circa 1.000 posti di lavoro, pari a circa il 6% della forza lavoro complessiva. Lin era entrato in Netflix nell'aprile del 2024 con il mandato di ridurre i costi e il numero di produzioni, puntando su film capaci di generare coinvolgimento tra gli abbonati.
Durante il suo mandato la piattaforma ha distribuito titoli di rilievo come KPop Demon Hunters, diventato il film più visto di sempre sulla piattaforma con 325,1 milioni di visualizzazioni globali, mentre il suo addio segue di pochi giorni l'uscita di Carolina Garcia, direttrice delle serie originali per circa un decennio. Peter Rice, che assumerà l'incarico di chief content officer il 26 ottobre al posto di Bela Bajaria, sovrintenderà temporaneamente anche la divisione cinema fino alla nomina del successore.
Le tensioni con registi e il cambio di strategia sul cinema
L'uscita di Lin arriva al termine di un periodo segnato da attriti con alcuni degli autori più importanti legati a Netflix. Secondo quanto riportato da fonti di settore, il produttore avrebbe avuto uno scontro con Greta Gerwig in una riunione dedicata al film su Narnia, produzione dal budget di 250 milioni di dollari, e tensioni sarebbero emerse anche con Ben Affleck in relazione all'utilizzo di una piattaforma di intelligenza artificiale.
Nel suo periodo alla guida della divisione, Lin non ha avuto il tempo di supervisionare dall'inizio alla fine la produzione di un film per la piattaforma, ma il suo mandato ha coinciso con un ridimensionamento della politica degli autori che aveva caratterizzato gli anni precedenti. Netflix sembra ora orientata a un maggiore equilibrio tra titoli destinati allo streaming e uscite in sala per il cinema di prestigio, con sei progetti che beneficeranno di un'esclusiva cinematografica di alcune settimane prima dell'arrivo sulla piattaforma.
Il quadro competitivo e i numeri dell'engagement
Nel comunicato agli azionisti, Netflix ha affrontato le preoccupazioni degli investitori sull'andamento delle ore di visione, sostenendo che l'engagement rimane solido nonostante la concorrenza agguerrita di piattaforme come YouTube e TikTok per l'attenzione del pubblico. L'azienda ha indicato tre priorità per accelerare la crescita del tempo trascorso sulla piattaforma: offrire maggiore valore di intrattenimento, usare la tecnologia per migliorare il servizio e rafforzare il monetizzazione.
I risultati del trimestre sono arrivati dopo settimane di turbolenza per il titolo, che aveva già perso oltre il 40% del suo valore nell'arco di un anno prima della pubblicazione dei conti, e in un contesto in cui Netflix ha continuato a investire in videogiochi, podcast ed eventi dal vivo per trattenere gli abbonati e diversificare le fonti di ricavo.
Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.
