UBS vola a 7,8 miliardi di utile nel 2025, mentre l'integrazione di Credit Suisse entra nel vivo
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Redazione Economia
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Con un balzo del 53% su base annua, che ha portato il conto economico a chiudere l'esercizio con 7,8 miliardi di dollari di utile netto, UBS ha superato nettamente le previsioni del mercato, confermando come l'operazione di assorbimento dell'ex rivale stia cominciando a generare i benefici attesi. Un percorso, quello dell'integrazione, che il presidente della direzione Sergio Ermotti ha definito "in dirittura di arrivo", pur rimarcando la complessità di una fase che richiede ancora mesi di lavoro intenso.
I dati trimestrali consolidano il trend positivo
Nel dettaglio dell'ultimo trimestre del 2025, la banca ha registrato un utile netto di 1,2 miliardi di dollari, superiore del 56% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente e ben al di sopra delle stime degli analisti. A trainare il risultato, che si inserisce in un quadro di ricavi totali saliti a 12,15 miliardi, sono state sia la componente da interessi – cresciuta del 18% – sia quella proveniente dalle commissioni, anch'essa in significativo aumento. Di fronte a numeri così robusti, il consiglio di amministrazione ha annunciato non solo un dividendo per azione pari a 1,10 dollari, ma anche un nuovo programma di riacquisto di titoli propri per un valore complessivo di 3 miliardi di dollari, segnale di una forte fiducia nella solidità patrimoniale del gruppo.
Il percorso di razionalizzazione e i futuri assetti
Nonostante l'ottimismo dei dati finanziari, Ermotti non ha nascosto che il processo di razionalizzazione delle strutture, necessaria a realizzare le sinergie promesse, comporterà ulteriori riduzioni dell'organico. La prossima ondata di licenziamenti, ha spiegato il manager, avrà il suo picco principalmente nella seconda parte dell'anno in corso e all'inizio del 2027, un arco temporale che la direzione intende gestire con la massima attenzione, conscia dell'impatto sociale di tali decisioni. Il contesto normativo elvetico, del resto, rimane un elemento di cui tenere conto, mentre la banca prosegue nel suo sforzo di creare un unico organismo efficiente e competitivo a livello globale.
La raccolta netta e lo sguardo al futuro
Ulteriore indicatore della forza attuale del colosso bancario è la raccolta netta, la quale, al 31 dicembre 2025, ha raggiunto la considerevole cifra di 101 miliardi di dollari, dimostrando come la clientela abbia sostanzialmente mantenuto la sua fiducia nonostante i tumultuosi eventi degli scorsi anni. I risultati, nel loro complesso, dipingono l'immagine di un'istituzione che, superata la fase di stabilizzazione d'emergenza, sta ora raccogliendo i primi frutti della fusione, pur nell'attesa di definire completamente il proprio nuovo perimetro operativo e costi che, come ha sottolineato la stessa dirigenza, dovranno essere ulteriormente ottimizzati.




