La Juventus di Spalletti riaccende la Champions: Yildiz e Openda trascinano la squadra contro la Roma
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Redazione Sport
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Nel gelo di dicembre, all'Allianz Stadium, si è consumata una partita che potrebbe segnare una svolta per la stagione juventina. La vittoria per 2-1 sulla Roma, diretta inseguitrice nella corsa al quarto posto, ha ridotto il distacco dalla zona Champions a un solo punto, ridando ossigeno a un campionato che sembrava già compromesso-3-8. Non è stata solo una questione di punteggio, ma di sostanza: i bianconeri hanno offerto forse la loro migliore prova dall'arrivo in panchina di Luciano Spalletti, mostrando un'organizzazione e delle idee chiare che erano mancate per gran parte dell'autunno-2-9. Il merito di un successo così pesante va ascritto a un tridente offensivo finalmente esplosivo, guidato da un Kenan Yildiz ispirato e da un Loïs Openda che ha trovato il gol della liberazione, ma anche a una difesa rinsaldata dal ritorno, dopo quasi tre mesi, di Gleison Bremer-6-8.
Una prestazione che convince anche i critici più severi
L'impressione di una Juve rinata non è sfuggita neppure agli osservatori più difficili da accontentare. Antonio Cassano, noto per la sua schiettezza, non ha usato mezzi termini nel definire quella contro la Roma "la partita più bella dell'era Spalletti". "Mi è piaciuta tantissimo. Una squadra che ha giocato bene, organizzata e sapeva cosa fare", ha commentato l'ex fantasista, elogiando in particolare l'azione dei tre attaccanti. Le sue parole catturano l'essenza di una serata in cui la squadra ha sembrato finalmente padrona di un'identità di gioco, amalgamando la fisicità del centrocampo, dove Khéphren Thuram ha dato "presenza e strappi", alla qualità tecnica dei suoi elementi più creativi. Questo repentino cambio di marcia arriva dopo un periodo complicato, caratterizzato da un avvio alternante e da un cambio in panchina, con l'esonero di Igor Tudor e il successivo arrivo di Spalletti, chiamato a ridare slancio al progetto.
I protagonisti della serata: Yildiz regista, Openda realizzatore
Se la partita ha un nome, quello è Kenan Yildiz. Il giovane turco è stato l'assoluto trascinatore della squadra, firmando un'assist per il primo gol di Francisco Conceição e sfiorando più volte la rete personale, incluso un tiro che si è stampato sul palo nel finale. La sua prestazione da leader, coronata dalla standing ovation del pubblico, arriva in un momento cruciale anche per il suo futuro, con la società al lavoro per blindare il suo talento con un rinnovo contrattuale che rifletta il suo nuovo status. Al suo fianco, ha brillato Loïs Openda: l'attaccante belga, arrivato in prestito dal Lipsia nell'ultima giornata di mercato estivo, ha finalmente rotto il digiuno in Serie A siglando il gol del decisivo 2-0, dimostrando tutta la sua pericolosità negli spazi. La loro sintonia, unita alla velocità di Conceição, ha creato problemi costanti a una difesa romana normalmente solida.
Le conseguenze in classifica e il nuovo corso bianconero
Al di là dei meriti individuali, il tratto più significativo è stata la risposta collettiva a un appuntamento di altissima pressione. La squadra ha gestito i momenti difficili, come la ripresa della Roma e il gol del temporaneo 2-1 di Baldanzi, senza perdere l'equilibrio. Questo risultato, il secondo successo consecutivo in campionato, proietta i bianconeri a 29 punti, a un passo dai giallorossi fermi a 30, in una zona alta della classifica dove ogni scontro diretto può ribaltare le gerarchie. La vittoria rappresenta un punto di arrivo, la prova che il lavoro di Spalletti sta iniziando a dare frutti, ma anche un chiaro punto di partenza per il girone di ritorno, con l'obiettivo Champions che da utopistico è tornato concretamente perseguibile.




