Bartender romano ucciso da fulmine
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Redazione Interno
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Un fulmine, la cui potenza deflagrante è quasi inimmaginabile, ha stroncato la vita di Marco Zampilli, un bartender romano di 42 anni noto per la sua maestria nel mondo della miscelazione, mentre percorreva in moto la statale 275 nel Salento. L’incidente, che si è consumato domenica pomeriggio nel cuore di un violento temporale tra Nociglia e Surano, ha provocato un lutto nel mondo della ristorazione capitolina, privato di una figura di riferimento che sette anni fa aveva fondato il locale Ru.De.
La dinamica, ricostruita dai soccorsi intervenuti sul posto, appare tanto tragica quanto fulminea: una scarica elettrica, giunta dal cielo in un attimo, ha colpito l’uomo in sella al suo mezzo, proiettandolo a terra e causandone il decesso per folgorazione immediata. I tentativi di rianimazione operati da alcuni testimoni, i quali hanno prontamente allertato i sanitari del 118, non hanno purtroppo sortito alcun effetto.
Questo episodio di cronaca nera, assieme a quello dell’adolescente colpito in Abruzzo e ancora in condizioni gravissime, riporta l’attenzione su un pericolo atmosferico troppo spesso sottovalutato, specialmente da chi si trova in sella a un veicolo a due ruote o è impegnato in escursioni all’aperto. La scienza ci ricorda che un fulmine, trasportando una corrente di centinaia di migliaia di volt, può essere letale nel circa dieci per cento dei casi, con un bilancio annuo stimato in venti vittime sul territorio nazionale.




