Tragedia a Pozzuoli, fulmine e cortocircuito: ipotesi in corso per l'incendio che ha ucciso una donna

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Un violento nubifragio, che si è abbattuto sul territorio flegreo, ha avuto un epilogo drammatico nel quartiere di Monteruscello, a Pozzuoli, dove un incendio domestico ha stroncato la vita di una 61enne e lasciato il marito, un 63enne, in gravi condizioni a causa di ustioni e intossicazione da fumi. Le fiamme, divampate con ferocia in un appartamento al secondo piano di via Salvatore Di Giacomo nel pomeriggio di martedì, hanno completamente distrutto l’abitazione, al punto che il Corpo senza vita della donna è stato rinvenuto carbonizzato tra le macerie ancora fumanti, dopo l’estinzione del rogo. L’intervento, tempestivo, dei vigili del fuoco – supportati dalle forze dell’ordine giunte sul posto per dirigere le operazioni e garantire la sicurezza – non è purtroppo bastato a scongiurare la tragedia, che ha gettato nello sgomento il vicinato e l’intera zona.

Le due piste al vaglio degli investigatori

Sulle cause dell’evento, che rimangono al centro delle indagini condotte dai carabinieri, gli investigatori stanno valutando al momento due diverse ipotesi, non necessariamente alternative. La prima, avanzata nelle prime ore dopo il fatto, punta il dito contro la furia degli elementi: secondo questa ricostruzione, un fulmine avrebbe colpito direttamente il tetto della palazzina, innescando l’immediata propagazione delle fiamme all’interno dell’appartamento e lasciando agli occupanti un margine di salvezza quasi nullo. La seconda pista, che sembra tuttavia guadagnare maggiore credito tra gli addetti ai lavori, porta invece verso un guasto nell’impiantistica interna, nello specifico un cortocircuito generatosi in una stufetta elettrica – probabilmente accesa per far fronte al clima inclemente – il quale avrebbe dato origine al principio d’incendio. Entrambe le dinamiche, del resto, troverebbero una logica coincidenza nel contesto meteorologico di quella giornata, caratterizzata da piogge torrenziali e scariche elettriche.

Le verifiche sugli impianti negli alloggi popolari

La gravità dell’accaduto, oltre a sollecitare i canonici accertamenti di rito sulla dinamica precisa, ha portato all’annuncio di una serie di controlli straordinari, che interesseranno gli impianti elettrici installati negli edifici di edilizia popolare della zona di Monteruscello. Questa decisione, presa dalle autorità competenti, mira a scongiurare il ripetersi di simili incidenti, andando a verificare lo stato di manutenzione e la sicurezza degli allacci e delle apparecchiature, spesso soggetti a usura o a interventi non proprio a regola d’arte. Si tratta di un’iniziativa che, sebbene non possa in alcun modo restituire la vita alla vittima, intende almeno rispondere a un elementare principio di prevenzione, in un’area dove la condizione socio-economica di molti residenti potrebbe aver spinto, nel tempo, a compromessi pericolosi o a sottovalutare i rischi legati a sistemi obsoleti.

Il quadro giudiziario e il ricovero del marito

Sul versante giudiziario, la procura ha avviato un fascicolo, ancora aperto a varie valutazioni, mentre i tecnici e i periti sono al lavoro per stabilire con certezza scientifica il punto d’origine delle fiamme e la sequenza degli eventi. Parallelamente, prosegue la battaglia per la vita del marito della vittima, ricoverato in un reparto di terapia intensiva per ustioni gravi e per le conseguenze dell’inalazione di fumo e gas tossici sprigionatisi durante la combustione; le sue condizioni, al momento, vengono descritte come molto serie, tanto da rendere impossibile, per ora, un suo contributo alle indagini. La coppia, che abitava da tempo in quell’appartamento, si è trovata così travolta in pochi minuti da una concatenazione di eventi fatali, che ha cancellato esistenze e ricordi nel calcinaccio annerito di quella che, fino a poche ore prima, era semplicemente la loro casa.

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