GialappaShow, l’autoironia come clicca: Brenda Lodigiani nei panni di Toffanin e l’addio (felice) al metodo Fazio
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Redazione Cultura e Spettacolo
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C’è un meccanismo, sottile e insieme plateale, che il varietà nostrano sembrava aver dimenticato negli anni della promozione a senso unico – quella da salotto imbalsamato, con il conduttore che porge la domanda e l’attore che recita la risposta già scritta – e che invece il “GialappaShow” ha riesumato con una mossa tanto elementare quanto dirompente: l’autoironia. A raccontarlo sono i numeri, certo, ma anche la qualità dell’operazione, che passa attraverso un’intuizione precisa. Brenda Lodigiani, in una versione straripante di Silvia Toffanin, ha costruito un segmento, “Vererrimo”, capace di fare promozione senza che lo spettatore percepisca il solito ingombro pubblicitario; un’arte, questa, che Fabio Fazio (nonostante il suo stile elegante) non ha mai davvero praticato, preferendo la chiacchiera garbata alla deformazione grottesca. I Gialappi – Marco Santin e Giorgio Gherarducci, colonne portanti della Gialappa’s Band – hanno invece capito che il modo più efficace per parlare di un film, di una serie o di un disco è quello di prendersi in giro per primi, rompendo quella quarta parete che in Italia, specie al cinema, diventa spesso un muro di gomma.
Matilda De Angelis e lo spazzolone: la co-conduzione che spiazza
L’ultima puntata, andata in onda lunedì alle 21.30 su TV8 (con simulcast su Sky e streaming su NOW), ha portato sul palco la prima co-conduttrice femminile di questa stagione dopo Jovanotti e Luca Argentero: Matilda De Angelis, attrice bolognese in piena promozione per la terza e ultima stagione de “La legge di Lidia Poët” su Netflix. Il suo ruolo, però, non è stato quello della testimonial compunta. No. De Angelis si è ritrovata – letteralmente – con un mocio in mano, a tu per tu con un finto Stefano De Martino (interpretato da Gigi Esposito, uno dei due del duo comico Gigi & Ross) e con il mitico Mago Forest, conduttore del programma. Il tema dello sketch, va detto, non era banale: il prossimo Festival di Sanremo, di cui De Martino sarà conduttore e direttore artistico. Uno scambio di battute senza peli sulla lingua, che ha trasformato quella che poteva essere una noiosa passerella promozionale in un momento di puro divertimento, dove l’attrice non ha avuto paura di mostrarsi goffa, ironica e perfino spiazzata. Un’operazione, questa, che richiama alla mente certi meccanismi della serie francese “Dix pour cent” o della più recente “The Studio” di Hollywood, dove il backstage cinico diventa spettacolo; in Italia, invece, si è preferito spesso ricalcare format già esistenti, piuttosto che insistere sul filone di “Boris” – quella serie geniale che, all’epoca, fu guardata con sospetto e irritazione dagli addetti ai lavori proprio perché mostrava le maestranze sotto una prospettiva diversa, decisamente più cinica e spietata della favoletta su quanto sia bella e sacra la Settima Arte.
TonyPitony, i Neri per Caso e Ginevra Nervi: “Thriller” si fa monologo
Non è finita qui. Perché la terza puntata del “GialappaShow” ha regalato anche un momento musicale di quelli che difficilmente si dimenticano. Sul palco è salito TonyPitony, accompagnato dai Neri per Caso e dalla compositrice Ginevra Nervi, per interpretare una versione inedita di “Thriller” di Michael Jackson. Non una semplice cover, intendiamoci, ma un arrangiamento capace di illuminare la scena, di strappare l’originale dal suo contesto per gettarlo in un universo comico-surreale tipico della band. A impreziosire il tutto, però, è arrivato il monologo finale di Matilda De Angelis, che ha chiuso la sequenza con un’intensità inaspettata, quasi a ribadire che il registro ironico e quello drammatico possono convivere senza bisogno di gerarchie.
Il responso degli spettatori: oltre un milione di presenze
Lo show – lo ricordiamo, ogni lunedì in prima serata su TV8, Sky Uno e on demand – ha raccolto i frutti di questa formula ibrida. I dati parlano chiaro: complessivamente, il programma ha registrato 1 milione e 268 mila spettatori medi in Total Audience. Un risultato che non nasce per caso, ma dalla capacità di intrecciare segmenti apparentemente distanti: la parodia del gossip (“Vererrimo”), la co-conduzione irriverente, l’esibizione musicale riadattata e il monologo personale. Niente morale, niente conclusioni affrettate. Solo un modo diverso – finalmente diverso – di fare televisione, dove il promo si fa gioco e il gioco, almeno per una sera, batte la retorica.




