Satispay si veste da banca: carte di debito Mastercard e servizi finanziari nell’app

Satispay si veste da banca: carte di debito Mastercard e servizi finanziari nell’app
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Redazione Economia Redazione Economia   -   Un cambio di passo, nella direzione di una piattaforma finanziaria completa, senza però tradire la promessa di rendere tutti i servizi finanziari semplici e accessibili. Satispay, l'app e network di pagamento italiano, ha annunciato da Milano l'ingresso in una nuova fase, aggiungendo funzionalità tipiche di un conto corrente. Dopo l'introduzione dell'IBAN, avvenuta all'inizio dell'anno, e il lancio dei fondi comuni, arrivano ora tre carte di debito in partnership con Mastercard e un servizio per acquistare e vendere azioni ed ETF.

Le nuove carte di debito per pagare ovunque

L'offerta si articola su tre diverse carte, legate a piani di abbonamento con canoni mensili che vanno da 3,99 a 39,99 euro. La carta Red, inclusa in Satispay Plus, la Metal, pensata per chi viaggia, e la Velvet, che offre servizi aggiuntivi come l'accesso alle lounge aeroportuali, sono state progettate per consentire agli utenti di effettuare pagamenti in tutto il mondo, sfruttando la rete internazionale di Mastercard.

Tra le caratteristiche principali spiccano le zero commissioni di cambio sui pagamenti in valuta extra-euro e la possibilità di effettuare prelievi di contante gratuiti, con soglie che variano a seconda del piano scelto. L'obiettivo dichiarato, come ha spiegato l'amministratore delegato Alberto Dalmasso, è quello di creare "un unico spazio in cui i nostri utenti possono gestire il proprio denaro con semplicità, in totale libertà e senza confini".

Investimenti accessibili con azioni ed ETF

Parallelamente al lancio delle carte, Satispay rafforza la sua anima finanziaria ampliando la sezione Investimenti, che già conta mezzo milione di utenti. Dalla prossima settimana, sarà possibile acquistare e vendere oltre mille strumenti finanziari, tra azioni ed ETF, direttamente dall'app.

L'operazione, resa possibile dalla collaborazione con Vanguard per gli ETF e con Upvest per l'infrastruttura tecnologica, prevede una commissione fissa di 0,89 euro per ogni transazione e la possibilità di iniziare a investire con importi minimi di un euro, grazie alle quote frazionate. Particolare attenzione è stata riservata ai piani di investimento ricorrenti, che su tutti gli ETF Vanguard selezionati saranno gratuiti, un modello che, come sottolineato da Dalmasso, incoraggia un approccio graduale e disciplinato al risparmio.

Una ricapitalizzazione per sostenere la crescita

Questa evoluzione verso il modello di neobank è sostenuta da una solida base finanziaria. La società ha chiuso il primo semestre del 2026 con ricavi ricorrenti annualizzati (ARR) pari a 120 milioni di euro, in crescita di oltre il 75% su base annua, e può contare su una base di 6,5 milioni di utenti. Un recente aumento di capitale, fino a un massimo di 120 milioni di euro, ha fornito le risorse necessarie per finanziare il piano di sviluppo organico, con la possibilità di destinare una parte anche a potenziali operazioni di acquisizione.

La società, che punta al pareggio di bilancio entro la fine del 2027, vede nei nuovi servizi bancari una fonte di ricavo destinata a crescere, arrivando a rappresentare fino al 30% del margine lordo a partire dal 2028.

Il posizionamento nel mercato fintech

Con questa mossa, Satispay si inserisce in modo più deciso nel mercato delle piattaforme finanziarie digitali, andando a competere con player già affermati come Revolut. Il vantaggio competitivo, come evidenziato da Dalmasso, risiede nel bacino di utenti già fidelizzati e nella rete di 450.000 attività commerciali convenzionate, che rappresentano un ecosistema solido su cui innestare i nuovi servizi.

La strategia è quella di offrire un'alternativa completa e integrata, in cui convivano pagamenti, gestione della liquidità e investimenti, con l'ambizione di diventare la piattaforma finanziaria di riferimento in Italia, gettando le basi per un'eventuale quotazione in Borsa entro il 2030.

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