Real Madrid-Inter, la notte degli errori e delle occasioni: ai nerazzurri manca solo il gol
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Redazione Sport
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Il Santiago Bernabeu, scenario abituale delle notti europee più leggendarie, ha assistito a una partita che difficilmente verrà dimenticata in fretta, perlomeno per l'intensità e la quantità di emozioni racchiuse in novanta minuti. La sconfitta per 2-1 subita dall'Inter, maturata in una serata in cui il caldo estivo sembrava non voler mollare la presa sulla capitale spagnola, lascia un retrogusto amaro per le occasioni mancate e la consapevolezza di aver affrontato a viso aperto una corazzata come il Real Madrid, pur uscendone con le ossa rotte.
I nerazzurri, guidati da Cristian Chivu, hanno dimostrato di poter giocare alla pari contro i campioni d'Europa in carica, ma la differenza, come spesso accade a questi livelli, l'hanno fatta gli episodi e la freddezza sotto porta. Perché se è vero che il calcio è fatto di gol, è altrettanto vero che chi sbaglia di più, alla fine, paga il conto salato.
La partita del Bernabeu: un'avvio folgorante e due regali fatali
La partenza dell'Inter è stata quella che ci si aspetta da una squadra che vuole fare la partita, senza timori reverenziali e con la giusta dose di personalità. Nei primi minuti di gioco, la pressione alta dei nerazzurri ha messo in difficoltà la retroguardia madrilena, creando più di un grattacapo a un Real che, come ha sottolineato Josè Mourinho nel post-partita, "è stata una partita pazza, poteva essere 5-0 per noi, 5-5, 6-5, 7-5".
Il tecnico portoghese, con la sua consueta verve, ha fotografato l'assurdità di un match in cui il punteggio finale appare bugiardo rispetto alle occasioni create da entrambe le squadre. L'Inter ha costruito, ha giocato e ha messo in difficoltà gli avversari, ma è incappata in due episodi fatali, autentici regali che hanno spalancato le porte del gol a una squadra che, altrimenti, avrebbe faticato a trovare la via della rete.
Il primo dei due gol subiti porta la firma di Kylian Mbappé, il secondo è stato realizzato da Federico Valverde, due giocatori che, anche quando la squadra non brilla, riescono a far pesare la loro classe.
La reazione e il gol che non basta: Carlos Augusto riapre i giochi
La risposta dell'Inter non si è fatta attendere e, nella ripresa, la squadra di Chivu ha alzato il baricentro alla ricerca del gol che potesse riaprire la partita. Le occasioni sono fioccate da entrambe le parti, con il Real Madrid pericoloso in contropiede e i nerazzurri che hanno spinto con insistenza, trovando infine la rete del momentaneo 2-1 grazie a un inserimento vincente di Carlos Augusto. Il gol del terzino brasiliano ha acceso la speranza di un pareggio che, per come si era messa la partita, sarebbe stato il minimo che l'Inter avrebbe meritato per la mole di gioco espresso.
Nonostante gli ultimi assalti, però, la rete del 2-2 non è arrivata, e la partita si è chiusa con la vittoria dei padroni di casa, che incassano così i primi tre punti del girone, mentre i nerazzurri devono già guardare alla prossima sfida per riscattarsi. Un aspetto che non è passato inosservato è la condizione fisica dei giocatori, in una fase della stagione in cui il rodaggio non è ancora completato, e dove il calendario affollato sta mettendo a dura prova le gambe di tutti i calciatori, come del resto ha sottolineato l'allenatore rumeno nella conferenza stampa della vigilia.
Il calendario e le polemiche: Chivu si accoda ai colleghi
Alla vigilia del match, la domanda che circolava tra i giornalisti era se una sfida di questa caratura potesse essere giocata a inizio settembre, con il caldo ancora torrido. Cristian Chivu, interpellato sull'argomento, ha risposto con pragmatismo, limitandosi a dire che avrebbe gradito un giorno di riposo in più per preparare al meglio l'impegno.
Una dichiarazione che lo pone in sintonia con la lunga schiera di allenatori che, in queste prime settimane di stagione, hanno sollevato critiche nei confronti di un calendario che non lascia respiro, obbligando le squadre a giocare ogni tre giorni in condizioni climatiche proibitive e con una preparazione atletica ancora in fase di assestamento. La scelta di far disputare partite di questo livello così presto è un tema caldo nel mondo del calcio, che contrappone le esigenze degli spettacolo e dei diritti televisivi alla salute dei calciatori e alla qualità del gioco proposto in campo.
Un dibattito che, per ora, non ha trovato soluzione, ma che continua a tenere banco nei salotti buoni del pallone, mentre i tecnici si trovano a dover gestire un turnover forzato e carichi di lavoro spesso insostenibili per le rose, anche quelle più lunghe e attrezzate come quella dell'Inter.
Il ritorno in campionato e il prossimo impegno in Champions
La sconfitta al Bernabeu, per quanto amara, non deve far dimenticare la prestazione complessiva di una squadra che ha dimostrato di poter competere con i migliori d'Europa, pagando solo alcune ingenuità difensive e una percentuale di realizzazione sotto la sufficienza. L'Inter tornerà in campo per il campionato con la voglia di cancellare subito la delusione europea, prima di ritrovare la Champions League il 13 ottobre, quando a San Siro arriverà il Club Brugge.
Sarà un'occasione d'oro per i nerazzurri per rimettere subito in carreggiata il proprio cammino nella massima competizione continentale, davanti al proprio pubblico che non mancherà di spingere la squadra verso una vittoria fondamentale per il morale e per la classifica del girone.
La sfida contro i belgi si presenta come un crocevia importante, per dare continuità al gioco mostrato a Madrid e per trasformare le occasioni create in gol, quello che è mancato nella serata spagnola e che potrebbe fare la differenza in una competizione dove ogni dettaglio diventa decisivo per il prosieguo del cammino.
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