Warren Buffett lascia Berkshire Hathaway: si apre una nuova era per gli investimenti in bitcoin?
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Redazione Economia
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Warren Buffett, il leggendario "Oracolo di Omaha", ha annunciato il suo ritiro dalla guida operativa di Berkshire Hathaway, mantenendo però la carica di presidente del consiglio. Una decisione che, pur non stravolgendo completamente gli equilibri del colosso da oltre mille miliardi di dollari, solleva interrogativi sul futuro degli investimenti del gruppo, tradizionalmente scettico verso le criptovalute.
Buffett, che ha sempre definito il bitcoin "uno strumento per truffare la gente", lascia il timone a Greg Abel, già vicepresidente del conglomerato. Abel, pur non avendo mai espresso pubblicamente posizioni nette sulle crypto, è considerato allineato alla visione del suo predecessore, così come a quella di Charlie Munger, storico braccio destro di Buffett scomparso lo scorso anno. Eppure, il cambio ai vertici potrebbe comunque aprire spiragli inaspettati: se è vero che Abel ha ereditato una macchina perfettamente oliata, è altrettanto plausibile che la sua gestione possa differenziarsi su alcuni fronti, incluso quello degli asset digitali.
La notizia del passaggio di consegne, previsto entro il 2026, non è stata accolta con entusiasmo da Wall Street, dove le azioni di Berkshire Hathaway hanno perso circa il 5% in un solo giorno. Un calo che riflette più l’incertezza per l’uscita di scena di una figura carismatica come Buffett che un giudizio negativo su Abel, nominato all’unanimità dal board. Del resto, il novantaquattrenne investitore, sesto uomo più ricco al mondo con un patrimonio stimato in 169 miliardi, ha costruito la sua fortuna su scelte anticonformiste e una pazienza strategica, diventando un punto di riferimento per intere generazioni di trader.




