Abodi e la lezione di Sinner: «I grandi cadono e si rialzano». E su Guardiera ct apre al sogno

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Redazione Sport Redazione Sport   -   «I grandi campioni sono quelli che cadono e si rialzano». A dirlo, con il tono pacato di chi di sport ha visto davvero tanto, è stato Andrea Abodi, ministro per lo Sport e i Giovani, ospite negli studi di Sky Tg24. Il riferimento, chiaramente, corre a Jannik Sinner e alla doccia freddissima del Roland Garros, dove il numero uno al mondo è stato costretto ad alzare bandiera bianca al secondo turno contro l’argentino Cerundolo.

Abodi ha scelto di non limitarsi a una banale frase di circostanza, offrendo piuttosto una lettura più intima della débâcle: «Sinner ha perso contro se stesso, contro il suo fisico e contro il suo stesso essere umano». L’insegnamento, per il ministro, risiede proprio nella caduta, che «non è mai un fallimento», bensì un modo autentico per ripartire, tanto nella competizione quanto nella vita. L’analisi si spinge oltre il semplice risultato tecnico, toccando quel sottile confine tra un corpo portato al limite e la pressione schiacciante delle aspettative.

Il rebus fisico di Sinner e la road map verso Londra

L’eliminazione di Parigi, dove Sinner si presentava da favorito schiacciante dopo una serie di 30 vittorie consecutive e cinque Masters 1000, ha lasciato più di un punto interrogativo. Il crollo fisico, manifestatosi quando l’azzurro era avanti di due set e serviva per chiudere il match (5-1 nel terzo), ha aperto una finestra su uno stato di salute forse non perfetto.

Meno di 48 ore dopo la sconfitta, il numero uno ha raggiunto Torino, presentandosi al J-Medical per una batteria di accertamenti approfonditi; il centro medico della Juventus lo conosce bene, custodendo lì il suo storico clinico. La diagnosi, ancora in corso, cerca di rispondere a un enigma che il diretto interessato ha riassunto con disarmante sincerità: «Il problema sono io».

Parole che hanno fatto eco alle osservazioni di Boris Becker, il quale, intervenuto sui network ufficiali, ha ipotizzato che le cause del malore siano più mentali che fisiche, legate a un esaurimento nervoso dovuto a un calendario forse troppo serrato. Qualunque sia l’esito degli esami, la tabella di marcia verso Wimbledon è già chiara: riposo assoluto (pare almeno fino all’8 giugno), poi la graduale ripresa degli allenamenti a Montecarlo, senza tornei di preparazione sull’erba come Halle o il Queen's.

L’obiettivo è presentarsi ai nastri di partenza del cemento londinese – dove difende il titolo – con lo chassis meccanico perfettamente revisionato.

Una panchina azzurra per Guardiola? La posizione del ministro

Cambiando completamente discorso, ma restando in tema di grande sport, Abodi ha alimentato quel sogno, o forse sarebbe meglio dire quella suggestione, che accarezza i tifosi azzurri dopo l’ennesima assenza mondiale. Il nome di Pep Guardiola, libero dopo l’esperienza magistrale al Manchester City, fa capolino insistente nei pensieri dei vertici federali, e il ministro non ha voluto (o forse potuto) spegnere l’entusiasmo. Alla domanda diretta sull’ipotesi di vedere lo spagnolo sulla panchina della Nazionale, Abodi ha risposto secco: «Non è un sogno impossibile».

Con una premessa però: bisognerà verificare se Guardiola, che ha vinto tutto a livello di club, abbia la voglia di intraprendere questa nuova sfida, trasformandosi da "allenatore importante" a "straordinario selezionatore". Il ministro ha tenuto a precisare che la questione non è meramente economica, bensì legata all’ambizione e ai sogni, anche se un solo tecnico – per quanto vincente – non può ovviare alla mancanza di un progetto strutturale che, come lamentato più volte da Abodi, sembra essersi perso tra riforme incompiute e una classe dirigente in ritardo sui tempi.

L’uscita di scena di Sinner, insomma, lascia un vuoto nel tabellone parigino che Alcaraz o chi per lui proverà a colmare, ma per l’Italia dello sport la riflessione è un’altra. Dalle parole di Abodi emerge l’esigenza di una tutela maggiore della salute degli atleti, un tema caldo che Djokovic stesso ha sollevato più volte. Per quanto riguarda Sinner, la cura è affidata al tempo e alla scienza del J-Medical; per quanto riguarda invece il futuro della panchina azzurra, la palla passa alla volontà di Guardiola e alle capacità di chi guiderà la Figc.

Nel frattempo, in casa Sinner, non resta che aspettare il responso dei medici torinesi e rituffarsi nella preparazione, sperando che la lezione appresa sulla terra rossa si trasformi in forza nuova sull’erba inglese.

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