Crimson Desert, il successo in copie e la corsa contro i bug: due milioni di copie in un giorno e una patch che sistema i comandi

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   Il nuovo action adventure open world di Pearl Abyss, lo studio sudcoreano già noto per Black Desert Online, ha esordito con numeri da headliner. Crimson Desert, uscito il 19 marzo, ha superato la soglia dei due milioni di copie vendute in tutto il mondo nel giro di ventiquattr’ore. Un risultato, questo, che certifica l’attesa accumulata negli anni di sviluppo, confermata anche dal picco di utenti simultanei registrato su Steam: secondo i dati di SteamDB, sabato 22 marzo si è toccato quota 248.530 giocatori, superando il già notevole record di lancio che si era fermato a 239.045.

La patch 1.00.03 e la priorità ai controlli

Chi ha avuto modo di esplorare le terre di Pywell nei primi giorni dall’uscita, probabilmente si è imbattuto in una delle criticità più evidenti segnalate dalla base utenti: un sistema di controllo che, pur nella sua ambizione, appariva ancora acerbo. Una circostanza di cui Pearl Abyss si è detta consapevole e che ha iniziato a correggere con l’update 1.000.149, già reso disponibile. La patch, identificata anche come versione 1.00.03, ha introdotto una prima ondata di miglioramenti mirati sia al controller sia alla combinazione mouse/tastiera, intervenendo direttamente su una delle critiche più ricorrenti emerse nelle prime recensioni. Non si è trattato di un aggiornamento contenutistico, bensì di un intervento prioritario volto a ritoccare la stabilità generale del gioco, a correggere anomalie nelle missioni (quest) e, appunto, a rendere più fluida l’interazione con i comandi, recependo così il feedback immediato della platea.

L’impegno sull’hardware e la questione delle schede Intel Arc

Il lancio, del resto, non è stato esente da intoppi tecnici di varia natura. Pearl Abyss si è trovata a dover gestire una lunga serie di problematiche emerse post-lancio, molte delle quali sono state già affrontate con la suddetta patch. Tra i nodi più spinosi, uno ha riguardato il supporto hardware: il mancato funzionamento con le schede video Intel Arc, un problema che di fatto rendeva impossibile avviare il gioco su quelle configurazioni. La risposta del team è stata tempestiva: la patch ha esteso il supporto anche a quelle GPU, dimostrando la volontà di non lasciare indietro alcun segmento di utenza. Le correzioni, inoltre, hanno incluso interventi sull’interfaccia e sulla gestione dell’inventario, con l’aggiunta di punti deposito in aree chiave come l’Howling Hill Camp, a testimonianza di come lo sviluppatore stia cercando di mettere mano in modo capillare alle segnalazioni raccolte in queste prime settimane.

Un successo numerico tra luci e criticità tecniche

La strada per arrivare a definire Crimson Desert un prodotto rifinito appare ancora lunga, ma i numeri parlano chiaro: due milioni di copie in ventiquattr’ore rappresentano un traguardo che pochi titoli open world raggiungono al debutto. Lo studio ha dichiarato di voler continuare a lavorare con rapidità per implementare le modifiche richieste dai giocatori, concentrandosi in particolare sull’affinamento dei comandi e sulla stabilità generale, elementi fondamentali per trasformare un exploit iniziale in un successo duraturo.

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