Nuovo Csm, Ferri rieletto: le toghe progressiste conquistano la maggioranza

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Cosimo Ferri torna nel Consiglio superiore della magistratura e la composizione del nuovo organo di autogoverno dei giudici registra una prevalenza delle componenti progressiste. La rielezione dell'ex parlamentare e magistrato ha suscitato anche la reazione di Forza Italia, con la deputata Erica Mazzetti che ha espresso pubblicamente le proprie congratulazioni, definendo il risultato un riconoscimento delle sue qualità professionali e istituzionali. Intanto, la proclamazione dei componenti togati è accompagnata dalle contestazioni sulla distribuzione dei seggi, con la presidente del Tribunale di sorveglianza di Cagliari pronta a impugnare l'esito elettorale.

Il ritorno di Ferri e gli equilibri politici nel Consiglio superiore

La nuova composizione del Csm vede rafforzarsi le aree progressiste della magistratura, in particolare Magistratura democratica e Area, che secondo le ricostruzioni elettorali hanno ottenuto complessivamente undici rappresentanti su venti. Magistratura indipendente registra invece una riduzione della propria presenza, mentre Unità per la Costituzione mantiene quattro consiglieri. Tra gli eletti figura anche Ferri, che rientra nell'organo attraverso il meccanismo del recupero proporzionale. Il risultato assume un significato particolare per gli equilibri interni alla magistratura, considerando che il rinnovo riguarda l'organismo chiamato a occuparsi dell'autogoverno dei giudici.

La figura del magistrato toscano è legata anche a una delle vicende più discusse della storia recente della magistratura italiana: l'incontro all'Hotel Champagne del 2019, dal quale prese origine lo scandalo che coinvolse Luca Palamara e diversi esponenti del mondo giudiziario. Ferri, già sottosegretario alla Giustizia ed ex parlamentare di Italia Viva, era presente a quell'incontro. Il suo ritorno a Palazzo Bachelet rappresenta pertanto uno degli elementi politicamente più rilevanti della nuova composizione. La sua elezione è avvenuta come indipendente, attraverso l'assegnazione dei seggi con il sistema proporzionale.

La presa di posizione di Forza Italia è arrivata attraverso Erica Mazzetti, che ha rivolto al neoletto un messaggio di congratulazioni. «Desidero esprimere le mie più vive congratulazioni e augurare buon lavoro a Cosimo Ferri per la sua nuova elezione», ha dichiarato la deputata. Mazzetti ha parlato di un riconoscimento meritato, attribuendogli profonda competenza giuridica, equilibrio e dedizione alle istituzioni. Un attestato di stima che arriva da una rappresentante della maggioranza parlamentare, mentre il confronto politico sulla composizione complessiva del Consiglio non è ancora concluso.

Pierpaolo Lanni tra i nuovi consiglieri togati

Tra i magistrati entrati nel nuovo organismo figura anche Pierpaolo Lanni, originario di Cassino. Attualmente presta servizio presso il Tribunale di Verona ed è prossimo ad assumere l'incarico di presidente di sezione al Tribunale di Brescia. La sua elezione lo inserisce tra i rappresentanti togati della nuova consiliatura, prevista per il periodo 2027-2031. Lanni è stato eletto nell'area di Autogoverno diffuso, collegata a Magistratura democratica, una delle componenti che hanno ottenuto un risultato significativo nella consultazione. La sua presenza si aggiunge a quella degli altri magistrati chiamati a rappresentare le diverse sensibilità della magistratura all'interno dell'organo di autogoverno.

Per completare la composizione del Consiglio occorre individuare dieci membri non togati, ma le forze politiche non hanno ancora raggiunto un'intesa. La maggioranza sta lavorando alla definizione di una propria proposta, puntando su professionisti e studiosi del diritto, tra cui professori universitari di materie giuridiche e avvocati con almeno quindici anni di esercizio della professione. La distribuzione dei posti è diventata un tema delicato anche alla luce del risultato ottenuto dalle diverse componenti della magistratura, che ha modificato gli equilibri attesi nella nuova consiliatura.

Maria Cristina Ornano contesta l'assegnazione dei seggi

La Commissione elettorale centrale ha applicato il criterio previsto in caso di parità, che attribuisce la precedenza al candidato appartenente al genere meno rappresentato a livello nazionale tra gli eletti togati. Il seggio è stato assegnato a Occhiuto, mentre Arata è entrato attraverso il recupero proporzionale. Questa distribuzione ha avuto conseguenze anche per la posizione di Ornano: il posto che riteneva di poter ottenere è stato attribuito a Giuseppe Di Todaro, candidato di Unità per la Costituzione. La presidente del Tribunale di sorveglianza contesta proprio l'interpretazione della norma adottata dalla Commissione, sostenendo che non rispetterebbe l'obiettivo di garantire un'adeguata rappresentanza di genere perseguito dal legislatore.

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