CSM, i progressisti conquistano i primi seggi: fumata nera sui laici

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Le elezioni per il nuovo Consiglio superiore della magistratura premiano i candidati progressisti nelle prime votazioni per i membri togati, mentre il Parlamento non trova un accordo sui componenti laici. Il primo scrutinio parlamentare si è chiuso con una fumata nera, accompagnata dalla scelta del centrodestra di votare scheda bianca. Sullo sfondo si intrecciano le divisioni politiche sulla riforma della giustizia e le trattative per la composizione dell’organo di autogoverno della magistratura, mentre il nome di Antonio Di Pietro, comparso nelle discussioni per la componente laica, incontra difficoltà nel percorso sostenuto da Fratelli d’Italia.

Il risultato delle prime votazioni tra i magistrati

Nel primo giorno di scrutini per i consiglieri togati, l’area progressista ottiene cinque dei sette seggi assegnati fino a quel momento. Il risultato riguarda i due posti riservati ai magistrati della Cassazione e i cinque destinati ai pubblici ministeri. A raccogliere i consensi sono Area, corrente progressista della magistratura, e candidati indipendenti sostenuti da Magistratura democratica, storicamente collocata a sinistra nel panorama associativo delle toghe. L’esito segnala una presenza significativa di queste componenti nella futura composizione del Consiglio, chiamato a occuparsi delle decisioni relative alla carriera e all’organizzazione dei magistrati.

Parlamento senza accordo sui componenti laici

La partita parlamentare procede invece senza una convergenza sui candidati destinati alla componente laica. Le schede scrutinate sono state 412: quelle bianche sono 337, le nulle 34 e i voti dispersi 15. La scelta della maggioranza di non indicare nomi nello scrutinio iniziale riflette la difficoltà di trasformare le trattative politiche in un’intesa sui profili da eleggere. Il nodo riguarda anche i tempi della decisione: tra le variabili considerate dai partiti c’è la possibilità che l’elezione si svolga con l’attuale Parlamento oppure con una composizione diversa dopo il rinnovo delle Camere.

Il nome di Di Pietro e le tensioni sulla giustizia

Tra gli elementi politici che accompagnano le trattative c’è la candidatura di Antonio Di Pietro, ex magistrato simbolo dell’inchiesta Mani pulite e protagonista della stagione giudiziaria che investì il sistema politico italiano negli anni Novanta. Il suo possibile approdo nella componente laica ha suscitato reazioni e polemiche, anche per il significato politico del rapporto con esponenti del centrodestra. Il Consiglio superiore della magistratura è composto da membri togati eletti dai magistrati e da membri laici eletti dal Parlamento in seduta comune; al suo interno siedono anche componenti di diritto, tra cui il presidente della Repubblica.

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