Il referendum sul divorzio in Italia: un viaggio nel tempo

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Cinquant'anni fa, l'Italia era divisa in due sul tema del divorzio. Si votava sulla possibilità di "sciogliere" o meno il matrimonio, un concetto rivoluzionario per l'Italia degli anni Settanta. Questa era un'epoca di cambiamenti, con il boom economico alle spalle e una delle stagioni più controverse della storia repubblicana all'orizzonte.

La legge Fortuna-Baslini

Nel 1970, la legge Fortuna-Baslini, così chiamata dai nomi dei primi due firmatari, fu approvata, introducendo il divorzio in Italia. Tuttavia, la questione non si fermò lì. Il 12 e il 13 maggio del 1974, gli italiani furono chiamati a decidere attraverso un referendum abrogativo.

Fanfani e la campagna contro il divorzio

Amintore Fanfani, il capo della Democrazia Cristiana, fu uno dei principali oppositori del divorzio. Durante un discorso a Caltanissetta, il 26 aprile 1974, Fanfani fece una dichiarazione che divenne famosa: "Le vostre mogli finiranno per scappare con le cameriere…". Queste parole risuonarono in una sala piena di contadini, portati con i pullman dai paesi della Sicilia interna.

Il risultato del referendum

Il 12 e 13 maggio 1974, si tenne il primo Referendum nell’Italia repubblicana per l’abrogazione o meno della legge sul divorzio. Nonostante le aspettative, la legge rimase in vigore grazie ai 19.033.929 voti contrari all’abrogazione e ai 13.188.184 favorevoli. Il risultato fu inaspettato, soprattutto nelle sue proporzioni. "Pensavo che piovesse – sembra abbia commentato in Vaticano il cardinale Ugo Poletti – ma non che diluviasse".

Riflessioni finali

Cinquant'anni dopo, guardando indietro a quel periodo, è interessante riflettere su quanto sia cambiata l'Italia. Il referendum sul divorzio fu un momento cruciale nella storia del paese, segnando l'inizio di una nuova era di cambiamenti sociali e culturali.

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