A Belluno un bimbo di un anno in gravi condizioni dopo un formaggio a latte crudo

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Un bambino di appena un anno, originario della provincia di Belluno, versa in condizioni critiche presso l’unità operativa di Nefrologia della Pediatria di Padova, dove è stato ricoverato d’urgenza dopo aver sviluppato una Sindrome emolitico-uremica (Seu). La causa del malore, come accertato dagli specialisti che lo hanno in cura, è stata individuata nell’ingestione di un formaggio prodotto con latte crudo di mucca, contaminato dal batterio Escherichia coli. Questo episodio, che ha riacceso un allarme mai del tutto sopito, rappresenta il terzo caso analogo registrato nella medesima area in soli nove mesi, delineando un preoccupante trend che chiama in causa la sicurezza di prodotti lattiero-caseari non pastorizzati.

La Sindrome emolitico-uremica, una patologia rara ma estremamente aggressiva che colpisce prevalentemente i bambini in tenera età, attacca il rene e il sistema sanguigno, e può condurre a esiti drammatici se non diagnosticata e trattata con tempestività. Il suo esordio, spesso subdolo, è generalmente preceduto da sintomi gastrointestinali – quali diarrea, anche emorragica, e forti crampi addominali – che possono rapidamente degenerare in insufficienza renale acuta. La terapia, che si basa principalmente su un supporto intensivo delle funzioni vitali, può avvalersi di un farmaco scoperto quasi casualmente, l’eculizumab, impiegato per bloccare il complemento e mitigare così gli effetti del danno sistemico.

Sebbene la normativa vigente in materia di etichettatura alimentare imponga di segnalare chiaramente l’utilizzo di latte non pastorizzato, esiste una deroga significativa che esonera dall’obbligo i formaggi con una stagionatura superiore ai sessanta giorni; un periodo di maturazione che, secondo quanto previsto, sarebbe sufficiente ad abbattere naturalmente la carica batterica potenzialmente pericolosa. Tuttavia, questa eccezione legislativa – nata per tutelare produzioni tradizionali e di nicchia, come i rinomati formaggi di malga o d’alpeggio – non sempre sembra offrire una garanzia assoluta, lasciando margini di rischio che vengono amplificati quando i consumatori sono soggetti fragili.

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