Giappone travolgente, la Tunisia crolla 4-0 ed è già fuori dai Mondiali

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La partita numero 1000 nella storia dei Mondiali di calcio maschile, una cifra rotonda che rappresenta un traguardo statistico di tutto rispetto per la competizione iridata, è stata una bolgia per la Tunisia. A Monterrey, la nazionale nordafricana ha incassato un secco 4-0 dal Giappone, un risultato che, al netto della pesante sconfitta, sancisce l'eliminazione matematicamente certa dalla fase a gironi del torneo che si sta disputando in Nord America.

La sconfitta, arrivata dopo il 5-1 subito all'esordio contro la Svezia, ha vanificato ogni speranza legata al cosiddetto effetto "scossa" che avrebbe dovuto portare il nuovo allenatore, Hervé Renard, chiamato d'urgenza sulla panchina al posto di Sabri Lamouchi dopo la débacle iniziale.

Il dominio dei Samurai Blu e l'impresa storica

La partita, che resterà negli annali come la millesima della rassegna iridata, ha messo in luce tutta la potenza offensiva del Giappone, capace di mettere a segno quattro reti senza subire alcuna replica. Con questo risultato, i Samurai Blu hanno raggiunto l'Olanda in testa al gruppo F, entrambe a quota quattro punti, e il rotondo punteggio rappresenta il record assoluto di gol segnati dalla selezione nipponica in una singola partita di Coppa del Mondo.

La doppietta di Ayase Ueda, impreziosita dalle marcature di Daichi Kamada e Junya Itō, ha consegnato al Giappone una vittoria che Yuto Nagatomo, difensore e bandiera della nazionale al suo quinto Mondiale, non ha esitato a definire storica.

L'ex giocatore dell'Inter, che a quasi quarant'anni è ancora un pilastro della rosa, ha celebrato il trionfo con un post sul proprio profilo Instagram, scrivendo "La migliore vittoria di sempre!! Ancora un lungo percorso da fare", un commento che trasuda entusiasmo per una prestazione che, di fatto, rilancia le ambizioni di una squadra abituata a passare il girone ma che finora non aveva mai espresso una tale potenza di fuoco in fase realizzativa.

La Tunisia crolla e il cambio in panchina non basta

Per la Tunisia, invece, la trasferta messicana si sta rivelando un vero e proprio incubo. La squadra, che già aveva subito un pesante 5-1 dalla Svezia al debutto, si è presentata al secondo impegno con un nuovo timoniere, Hervé Renard, chiamato a sostituire l'esonerato Sabri Lamouchi nella speranza di dare una scossa all'ambiente. La scommessa, per quanto coraggiosa, non ha sortito gli effetti sperati; la squadra è apparsa ancora una volta fragile in fase difensiva e poco incisiva in attacco, incapace di opporre resistenza alla manovra fluida e veloce degli asiatici.

Il passivo complessivo di nove gol subiti in due partite e zero realizzati condanna i nordafricani all'ultimo posto del girone con zero punti, sancendo un'eliminazione che, per quanto matematica già dalla seconda giornata, lascia l'amaro in bocca per la disproporzione tecnica mostrata in campo.

Le reti che hanno deciso l'incontro e la classifica del gruppo

La goleada è iniziata con la firma di Daichi Kamada, che ha aperto le danze sbloccando il risultato e mettendo la gara sui binari giusti per gli uomini guidati dal ct. A seguire, Junya Itō ha raddoppiato, portando il Giappone sul 2-0 prima dell'intervallo. Nella ripresa, Ayase Ueda ha preso letteralmente in mano le redini dell'attacco, siglando una doppietta che ha permesso ai suoi di toccare il tetto dei quattro gol.

Con questo risultato, la classifica del gruppo F vede dunque Olanda e Giappone appaiate in vetta con quattro punti, mentre la Svezia, che deve ancora recuperare la partita con la Tunisia, e la Tunisia stessa, ancora a secco, chiudono il quartetto. Il Giappone, forte di questa vittoria-record, si giocherà la qualificazione agli ottavi nella prossima sfida, forte di una differenza reti che, al momento, lo pone in una posizione di vantaggio rispetto alle dirette concorrenti.

I festeggiamenti dei tifosi e l'analisi del match

A Monterrey, sugli spalti e nelle strade della città, i tifosi giapponesi hanno dato vita a una festa colorata, come da tradizione, per celebrare la vittoria più larga della loro storia mondiale, un momento di gioia collettiva che sottolinea il valore di una generazione di calciatori ormai matura e capace di esprimere un calcio propositivo.

Dall'altra parte, per la Tunisia, non c'è stata alcuna reazione dopo il cambio di allenatore; la squadra, che aveva già fallito l'impatto con la Svezia, è crollata sotto i colpi di un attacco devastante e cinico, lasciando il campo senza aver mai realmente impensierito il portiere avversario. La debacle, che consegna alla selezione africana il biglietto di ritorno anticipato, rappresenta una delle prestazioni più deludenti dell'intero torneo, sollevando inevitabili interrogativi sul futuro di un movimento che, in questa edizione, si è mostrato lontano dai migliori standard internazionali.

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