Marquez al Sachsenring: "Il mio rivale? La condizione fisica. Martin e Bezzecchi? Sono forti ma io sono in corsa"

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Al Sachsenring, dove la MotoGP si appresta a disputare l'undicesimo appuntamento stagionale, il copione sembra già scritto. O almeno, così vorrebbe la storia. La conferenza stampa della vigilia, però, ha raccontato di un Marc Marquez più cauto del solito, consapevole che il tracciato tedesco non è più solo una questione di talento o di feeling con l'asfalto. "L'ultimo mese non è stato semplice per i tanti impegni," ha esordito il campione in carica, "ma questo sarà l'ultimo weekend prima della pausa estiva. Qui non serve correre in difesa".

La frase, pronunciata a pochi giorni da un Assen opaco chiuso al settimo posto, getta un'ombra lunga sulle ambizioni del numero 93.

L'attenzione, a dir la verità, era tutta concentrata su Jorge Martin, leader del Mondiale e fresco di annuncio per il suo passaggio in Yamaha nel 2027. Lo spagnolo, in sella all'Aprilia, ha ammesso di aver fatto "la scelta migliore per me e per la mia famiglia", ma è stato Marquez a rubare la scena quando gli è stato chiesto del suo stato di forma.

"Il mio rivale principale o la cosa che più mi preoccupa è la condizione fisica," ha confessato, mettendo in chiaro che la battaglia più dura, in questo momento, è quella contro il suo stesso corpo. Dopo l'operazione al braccio destro che lo aveva costretto a saltare i Gran Premi di Francia e Catalogna, il rientro è stato gestito con i piedi di piombo. Le vittorie in Ungheria e Brno avevano illuso, ma il passo indietro di Assen ha riportato tutti alla realtà.

La minaccia dei rivali e la gestione del campionato

Nonostante le titubanze fisiche, Marquez non ha nascosto la determinazione. "Fino a tre gare fa sembrava finita," ha sottolineato riferendosi alla classifica iridata, "mentre adesso sono di nuovo in gioco". E in effetti i numeri gli danno ragione, sebbene il distacco da Martin sia ancora di 40 lunghezze. Il campione spagnolo ha elencato i suoi avversari più temibili: "Ci sono tre piloti molto forti davanti a me in classifica: Martin, Bezzecchi e Di Giannantonio".

Ha poi aggiunto una riflessione sulla dinamica del campionato, osservando che "l’approccio cambia quando sei in lotta con uno o con quattro piloti" e che "Bezzecchi è stato il più veloce ma non il migliore, perché è Martin davanti in classifica".

Il tema della condizione fisica, però, resta centrale. Dopo la gara in Olanda, dove ha ammesso di aver sofferto molto, Marquez ha chiarito che al Sachsenring l'approccio sarà diverso: "In questo weekend, se non riuscirò a fare bottino pieno, come in tanti si aspettano, non sarà certo un disastro". Una dichiarazione che suona come un messaggio alla squadra e ai tifosi, per allentare quella pressione che solo un "Re del Sachsenring" può sentirsi addosso, forte delle dodici vittorie complessive (nove nella top class) ottenute su questo tracciato.

La giornata di prove: un assaggio di ciò che verrà?

Le prime prove libere del venerdì hanno restituito un quadro parzialmente diverso dalle preoccupazioni espresse in conferenza. Nonostante una scivolata iniziale senza conseguenze alla curva 3, Marquez ha chiuso la FP1 al secondo posto, a soli 51 millesimi da Raul Fernandez. Ma è stato nel pomeriggio, durante le prequalifiche, che il campione spagnolo ha messo in chiaro le sue intenzioni, rifilando mezzo secondo agli inseguitori e chiudendo in testa con il tempo di 1'19"394, a soli tre decimi dal record assoluto del circuito. "Quando si arriva su una pista sulla quale si è vinto molto, se non si centra il massimo obiettivo sembra un disastro," ha spiegato. "Ma so gestire questa situazione". il resto del lotto italiano, invece, ha vissuto giornate altalenanti. Fabio Di Giannantonio si è confermato veloce, chiudendo terzo, mentre Marco Bezzecchi ha chiuso settimo e il leader Martin ottavo, entrambi in difficoltà nel trovare il giusto feeling con l'Aprilia. Il dato più eclatante, però, è il 13° tempo di Francesco Bagnaia, costretto a passare dalla Q1 e ancora in difficoltà su una pista che non sembra esaltare la sua Ducati. Una situazione che lascia presagire un weekend in salita per il torinese, che al termine della giornata si è detto "disarmato".

Il futuro e l'eredità di un campione

In mezzo alle strategie di gara, il tema del mercato ha inevitabilmente fatto capolino. La notizia del passaggio di Martin in Yamaha, insieme ad Ai Ogura, ha monopolizzato le conversazioni. Marquez, però, ha scelto di guardare al presente e alla sua personale sfida, quella con il tempo e con la storia. "Vincerne tre di fila? Sto bene, sono bravo ma non sono Superman," ha tagliato corto. Il messaggio è chiaro: la priorità assoluta è il recupero fisico, l'unica variabile che, al di là del talento, potrà davvero decidere le sorti di questo campionato e della sua caccia al decimo titolo iridato.

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