Ancelotti e Modric salutano il Bernabéu tra lacrime e standing ovation
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Redazione Sport
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Il Santiago Bernabéu ha vissuto una giornata di addii, quelli che segnano la fine di un’epoca. Nella vittoria per 2-0 contro la Real Sociedad – con una doppietta di Kylian Mbappé, autore del suo 29° gol in campionato – il Real Madrid ha salutato tre protagonisti della sua storia recente: Carlo Ancelotti, Luka Modrić e Lucas Vázquez. Un commiato carico di emozione, reso ancora più intenso dalla consapevolezza che, per almeno due di loro, si tratta di un distacco definitivo.
Ancelotti, destinato a guidare il Brasile dopo l’Europeo, ha ricevuto un tribuito inedito per un allenatore del club. «Non è facile parlare oggi», ha esordito con voce rotta, mentre il pubblico lo acclamava in piedi. Un gesto fuori dal comune per un tecnico che, al contrario di molti predecessori, lascia Madrid da vincitore: 15 trofei in due mandati, comprese due Champions League e un’indimenticabile decima. «È stato un onore e un piacere allenare questa squadra», ha aggiunto, mentre gli veniva consegnata una placca commemorativa.
Accanto a lui, Modrić – 39 anni, 28 titoli in 13 stagioni – ha vissuto un’uscita di scena altrettanto commovente. Il croato, simbolo di un’era dominata dal controllo di centrocampo e dalla classe sopraffina, ha salutato i tifosi con un discorso sobrio ma carico di gratitudine. «Il Real Madrid è la mia vita», ha detto, mentre sugli spalti sventolavano bandiere con il suo nome. Anche Vázquez, cresciuto nelle giovanili del club e poi diventato pilastro della rosa, ha ricevuto il suo momento di gloria, seppure con minore enfasi.




