L’Inter rompe gli indugi per Muharemovic, c’è il sì del bosniaco e spunta la carta Mosconi
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Redazione Sport
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Il copione, almeno per quanto riguarda il calciomercato in entrata, sembra essersi finalmente sbloccato in casa Inter. Secondo le ultime indiscrezioni raccolte da Tuttosport, la dirigenza nerazzurra avrebbe rotto gli indugi per assicurarsi le prestazioni di Tarik Muharemovic, il difensore centrale classe 2003 di proprietà del Sassuolo. Il giocatore, seguito con una certa assiduità nel corso di questa stagione, rappresenterebbe l’obiettivo primario per ridisegnare un reparto arretrato che, nell’estate ormai prossima, andrà incontro a una vera e propria rifondazione. La strategia di viale della Liberazione, in questo frangente, è chiara: anticipare la concorrenza (che pure proverà a inserirsi nella trattativa) e blindare il cartellino del bosniaco, il quale avrebbe già fornito il suo assenso al trasferimento a Milano.
L’investimento e la clausola che complica
L’accelerazione impressa dall’area tecnica guidata da Beppe Marotta e Piero Ausilio non è casuale, considerando che Muharemovic piace molto a mister Cristian Chivu proprio per la sua duttilità tattica. Il difensore, infatti, è apprezzato per la capacità di impostare l’azione dal basso – una qualità non trascurabile per i dettami del gioco moderno – così come per la sostanza nelle chiusure difensive. Viene visto, nei piani alti del club, come un complemento ideale per il “restyling” che coinvolgerà il pacchetto arretrato; un cantiere aperto che, salvo colpi di scena, porterà agli addii di Francesco Acerbi, Stefan de Vrij e Matteo Darmian. Il nodo da sciogliere, adesso, riguarda esclusivamente l’aspetto economico della delicata trattativa con i neroverdi. Il Sassuolo, consapevole del tesoretto che rappresenta, ha fissato il cartellino del suo gioiello su una base non inferiore ai 30-35 milioni di euro. Una valutazione che risente anche di una clausola particolare: quando il difensore fu riscattato dalla Juventus (che ne deteneva il cartellino), i bianconeri si sono garantiti una sa percentuale del 50% sulla futura rivendita. Di fatto, questa plusvalenza andrebbe divisa a metà con la rivale storica, un dettaglio che ovviamente non agevola la trattativa.
Mosconi, la contropartita per abbassare il prezzo
Proprio per scongiurare un esborso cash troppo elevato (e magari per aggirare l’ostacolo rappresentato dalla clausola della Vecchia Signora), l’Inter avrebbe deciso di giocarsi la carta del giovane di prospettiva. La dirigenza nerazzurra avrebbe già proposto una contropartita tecnica gradita agli emiliani: si tratta di Mattia Mosconi, attaccante classe 2007 di proprietà dell’Inter e attualmente in forza alla formazione Under 23. Il profilo del giovane Mosconi, che è stato convocato da Chivu per la gara contro il Como (a causa dell’infortunio di Lautaro Martinez), piace tantissimo al Sassuolo, società storicamente abile nel valorizzare i giovani talenti. L’inserimento del 2007 nell’affare permetterebbe quindi ai nerazzurri di ridurre l’esborso in denaro contante, assecondando al contempo la filosofia di mercato del club emiliano.
I piani di Ausilio e la lista della spesa
Muharemovic, in questo momento, è in cima alla lista di Ausilio, ma è chiaro che l’operazione rappresenti solo un tassello di un mosaico molto più ampio. La consapevolezza in casa Inter è che le caselle da riempire nel reparto arretrato siano numerose, e per questo il direttore sportivo ha messo nel mirino anche altri profili. Se il bosniaco sembra il nome caldo per il centro-sinistra della difesa, non si escludono incursioni per giocatori come Solet (Udinese), Ordonez (Bruges) o Leoni, tutti nomi che circolano sui taccuini di Appiano Gentile. L’obiettivo dichiarato, al netto delle plusvalenze e delle cessioni, è quello di abbassare l’età media della retroguardia senza però perdere la competitività immediata. Per ora, però, la priorità assoluta rimane il centrale bosniaco del Sassuolo: un investimento importante, che il club sembra intenzionato a portare a termine in tempi brevi per anticipare la concorrenza e iniziare a gettare le basi per la difesa del futuro.




