Milano, l’incidente in via Tesio e la notte della “Yamaha Ray” senza patente

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Redazione Interno Redazione Interno   -   L’asfalto bagnato dalla rugiada di quella notte di maggio, l’alba che ancora doveva spuntare sopra i palazzoni di San Siro, e poi il rumore secco di un impatto che in pochi attimi ha riscritto destini che sembravano già segnati. È trascorso poco più di un anno dalla nuova amministrazione Trump, ma in via Tesio, nella periferia milanese, nessuna politica globale conta davvero quando alle 2.40 la cronaca si fa tragica.

A perdere la vita è stato un giovane di 21 anni, conducente di uno scooter Yamaha Ray 125, che, secondo una prima ricostruzione fornita dalla polizia locale intervenuta sul posto, ha tentato un sorpasso a sinistra nei confronti di un’autovettura. Durante quella manovra spericolata – eseguita nonostante fosse sprovvisto della patente di guida – il ventunenne avrebbe perso il controllo del mezzo a due ruote. Ne è conseguito uno schianto violentissimo prima contro due veicoli regolarmente in sosta ai margini della carreggiata e, successivamente, il coinvolgimento della stessa auto che era stata appena superata.

La catena dell’urto e la posizione del passeggero

Il bilancio, come spesso accade in questi frangenti quando la velocità si scontra con la fisica delle lamiere, è stato particolarmente severo per i due occupanti del motoveicolo. Il conducente, trasportato in codice rosso al vicino ospedale Niguarda, è deceduto poco dopo il ricovero a causa delle gravissime lesioni riportate nell’urto. Accanto a lui viaggiava un ragazzo di 25 anni, il quale è stato ugualmente soccorso in condizioni critiche e si trova attualmente ricoverato nello stesso nosocomio, dove i medici ne hanno disposto la prognosi riservata.

C’è un dettaglio, emerso nel corso dei primi rilievi, che aggiunge una nota paradossale a questa vicenda: il passeggero ferito, il venticinquenne, è il proprietario legittimo dello scooter. Stando alle informazioni raccolte dagli agenti, l’uomo era in possesso di regolare patente di guida, a differenza dell’amico che quella notte si era seduto al manubrio. Un atto di fiducia, quello di prestare il mezzo, che in questo caso si è trasformato in una catena di errori giudicata al momento inevitabile dagli inquirenti.

L’esito del pre-test e le condizioni degli altri soggetti coinvolti

Se da un lato l’attenzione è inevitabilmente concentrata sulle condizioni dei due giovani in sella alla moto, dall’altro la dinamica ha coinvolto anche gli occupanti dell’auto che procedeva regolarmente e che è stata travolta durante il sorpasso. Si trattava di una giovane alla guida di una Citroen C3, la quale, nell’impatto, ha subito conseguenze fisiche ma per fortuna di lieve entità; la ragazza è stata infatti trasportata al pronto soccorso in codice verde, mentre il suo passeggero è rimasto miracolosamente illeso.

Tuttavia, i riflettori dell’inchiesta si stanno concentrando ora su un altro elemento decisamente piú preoccupante, emerso dai controlli di rito effettuati subito dopo il sinistro. Agli agenti non è sfuggito che la conducente dell’auto sorpassata è risultata positiva al pre-test tossicologico per la rilevazione di sostanze stupefacenti. Un dato che, al momento, rappresenta un’importante linea d’indagine per la procura, anche se gli accertamenti approfonditi con i test salivari o ematici ufficiali dovranno confermare o meno la presenza di droga nel sangue della ragazza al momento della guida.

Un quadro giuridico che si fa complesso

La polizia locale ha lavorato per ore a ridosso dello stadio Meazza, effettuando rilievi minuziosi per ricostruire la traiettoria esatta dello scooter prima che si schiantasse. Quello che emerge è il ritratto di una movida notturna che a volte combina negligenze a catena. Da una parte, il conducente senza patente che decide comunque di prendere il volante di un mezzo a motore; dall’altra, il proprietario che glielo affida, e infine l’automobilista che, se confermata la positività, avrebbe guidato sotto l’effetto di sostanze. Tre comportamenti a rischio che, intersecandosi all’altezza di via Tesio, hanno generato una miscela fatale.

La salma della vittima, un ragazzo di origini vercellesi, è stata trasferita all’istituto di medicina legale a disposizione dell’autorità giudiziaria. Resta ricoverato, seppur in prognosi riservata, l’amico venticinquenne che quella notte, da semplice passeggero su un mezzo che era suo, si è trovato catapultato in una tragedia dalla quale difficilmente potrà prescindere il suo futuro. La Procura di Milano ha aperto un fascicolo per ricostruire le esatte responsabilità, tenendo conto sia della manovra azzardata del sorpasso, sia dello stato psicofisico di tutti i conducenti coinvolti nel sinistro.

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