Tragedia al settimo piano a Bari, morto il bambino di 7 anni: i carabinieri indagano sulla dinamica della caduta

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Non ce l’ha fatta il bambino di 7 anni che, nella serata di ieri, è precipitato dal balcone di un appartamento situato al settimo piano di una palazzina popolare nel quartiere San Paolo, a Bari. Il piccolo, il cui cuore ha smesso di battere intorno alle 23 presso il Policlinico del capoluogo pugliese, era stato trasportato d’urgenza in condizioni giudicate subito disperate dai sanitari del 118, i quali hanno potuto solo constatare l’inefficacia dei tentativi di rianimazione a causa della gravità dei traumi riportati nell’impatto. L’episodio, che si è consumato in via Leotta, una traversa di viale Europa situata nella periferia nord-ovest della città, ha immediatamente richiesto l’intervento della magistratura, sebbene al momento non emergano, dalle prime ricostruzioni, elementi che possano ricondurre con certezza la caduta a una dinamica specifica.

Un volo di sette piani e la corsa contro il tempo al Policlinico

Secondo le informazioni raccolte nelle ore immediatamente successive alla tragedia, l’allarme sarebbe scattato intorno alle 20:30, quando i residenti della zona hanno udito un tonfo sordo, seguito dal silenzio. Immediatamente, le ambulanze del servizio di emergenza sono accorse sul posto, caricando il corpicino senza vita apparente per trasferirlo in codice rosso al nosocomio barese. L’arrivo in ospedale, dove il personale medico lo attendeva già nella cosiddetta “shock room”, non ha purtroppo invertito il decorso clinico: il bambino, giunto già in arresto cardiaco, è stato intubato e sottoposto a ripetute manovre di rianimazione, ma i danni neurologici e agli organi interni, conseguenti al violento impatto contro l’asfalto, si sono rivelati letali. Il decesso è stato dichiarato ufficialmente poco dopo le 23, chiudendo ogni speranza che i genitori, visibilmente sconvolti e accorsi al capezzale, avevano ancora accarezzato durante le concitate fasi del trasporto.

I carabinieri al lavoro tra dubbi ricostruttivi e delicatezze familiari

Sul luogo della tragedia, i carabinieri della Compagnia di Bari San Paolo hanno avviato un’indagine conoscitiva, finalizzata a ricostruire gli attimi precedenti la caduta. Una delle ipotesi che gli inquirenti stanno vagliando, sebbene con la massima cautela, è che il piccolo, il quale secondo alcune fonti soffrirebbe di una particolare fragilità o disturbo dello spettro autistico, possa essere sfuggito per un istante al controllo della madre, la quale si trovava all’interno dell’abitazione al momento del fatto. La presenza di una patologia che compromette la percezione del pericolo potrebbe, quindi, aver giocato un ruolo chiave in una dinamica che, al momento, resta ancora avvolta nell’incertezza: gli investigatori stanno cercando di stabilire con esattezza se il bambino fosse solo sul balcone, come vi sia salito e se vi fossero barriere di sicurezza o parapetti inadeguati a trattenerlo. Non è stato reso noto se i militari abbiano acquisito filmati delle telecamere di sorveglianza della zona o ascoltato testimoni diretti, al di là dei residenti che hanno assistito alla scena o ai soccorsi.

Il contesto del quartiere San Paolo e l’assenza di certezze immediate

Il dramma si inserisce in un contesto abitativo difficile, quello di una palazzina popolare del rione San Paolo, dove spesso le condizioni di sicurezza dei ballatoi e dei parapetti rappresentano una criticità annosa, anche se al momento nessuna correlazione diretta con la manutenzione straordinaria dello stabile è stata fornita dalle autorità. Il padre del piccolo, secondo alcune indiscrezioni non ancora ufficialmente confermate dagli inquirenti per motivi di riservatezza, si troverebbe attualmente detenuto, un dettaglio che aggiunge un alone di profonda sofferenza a un quadro familiare già segnato dall’accaduto. I rilievi scientifici effettuati sul posto si sono concentrati sulla misurazione dell’altezza del parapetto e sulla ricerca di eventuali impronte o segni di scivolamento, elementi utili a distinguere una caduta accidentale da un gesto inconsapevole. La Procura per i Minorenni, che è stata prontamente informata dell’esito infausto, potrebbe aprire un fascicolo per accertare eventuali profili di negligenza, sebbene l’attenzione degli investigatori sia al momento focalizzata esclusivamente sulla ricostruzione fattuale e non su ipotesi punitive immediate.

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