Milano, l’accoltellamento del 14enne a Quarto Oggiaro: i carabinieri indagano sulla dinamica tra rissa e incidente
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Redazione Interno
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La serata di ieri, domenica 26 aprile, è stata nuovamente teatro di un grave episodio di violenza nelle periferia milanese, un contesto che, suo malgrado, torna tristemente alla cronaca. È successo a Quarto Oggiaro, in via Carlo Amoretti, dove un ragazzo di appena 14 anni è stato ritrovato a terra, sanguinante e in condizioni che hanno subito allarmato i soccorritori. Trasportato d’urgenza in codice rosso all’ospedale Niguarda, il giovanissimo – la cui cittadinanza italiana è stata accertata, pur essendo di origini egiziane – presenta ferite da taglio in diverse parti del Corpo, con lesioni che hanno richiesto il ricovero immediato. Nonostante la gravità del quadro clinico, fonti vicine all’indagine hanno escluso, nelle ore immediatamente successive al fatto, un pericolo immediato per la sua vita.
Ferite da arma da taglio e frammenti di vetro, la pista della lite in strada
Le prime ore di indagine, coordinate dai carabinieri della stazione Milano Musocco, si concentrano sulla natura stessa delle lesioni. sarebbe stato colpito ripetutamente, ma alcuni particolari – come la possibile presenza di tracce compatibili con cocci di bottiglia utilizzati come arma improvvisata – hanno spinto gli inquirenti a non escludere alcuna ipotesi. La zona, che sorge nei pressi della stazione ferroviaria di Quarto Oggiaro, è nota per il vivace traffico serale e la movita, ma al momento nessuna testimonianza diretta ha permesso di ricostruire l’esatta sequenza dei fatti.
I militari stanno setacciando il quadrilatero di vie intorno al luogo del ritrovamento, avvenuto intorno alle 21:20. Stando a una prima sommaria ricostruzione, quella a cui abbiamo avuto accesso, si ipotizza che il ragazzo possa essere stato raggiunto da più persone. Un’aggressione che, per la sua violenza, appare difficilmente riconducibile a un semplice tentativo di rapina, orientando invece le verifiche verso un regolamento di conti o una lissa violenta degenerata. La presenza di ferite difese alle mani, che gli operatori del 118 avrebbero notato durante il primo soccorso, sembrerebbe avvalorare la tesi di un agguato o di uno scontro frontale, piuttosto che quella incidentale.
Il presunto movente e il silenzio della vittima
Ciò che rende il quadro ancora più complesso è lo stato di salute della vittima, un dettaglio che di fatto rallenta l'identificazione del movente. Il quattordicenne, sebbene stabile, non è stato ancora ascoltato dagli inquirenti, i quali si affidano esclusivamente ai rilievi scientifici effettuati sul posto e all’analisi dei filmati delle telecamere di videosorveglianza private della zona. L’abbigliamento del ragazzo e il ritrovamento di alcuni effetti personali sparsi sull’asfalto suggeriscono una colluttazione violenta e prolungata, tuttavia i carabinieri mantengono un profilo basso riguardo all’identità degli eventuali aggressori.
Non si esclude, come emerso in alcune aggiornamenti serali, che le ferite riportate dal 14enne possano essere state causate in modo involontario: la Procura dei minori è stata informata, ma al momento si procede senza indagati né ipotesi specifiche di reato, se non quella generica di lesioni gravi. Il ragazzo è stato rintracciato grazie alla chiamata di alcuni passanti che hanno udito grida, un particolare che ha permesso ai militari di restringere la finestra temporale dell'aggressione a pochi minuti. La salma, fortunatamente viva, rappresenta al momento l'unico tassello certo di questa ennesima, tragica pagina di cronaca milanese.




