Landini rilancia la patrimoniale e sfida Giorgetti, mentre lo sciopero del 12 dicembre divide i sindacati
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Redazione Interno
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Il termine “massacrati”, utilizzato dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti per descrivere le conseguenze delle polemiche sul taglio dell’Irpef in programma per il 2026, viene restituito al mittente con forza dal segretario generale della Cgil Maurizio Landini. In un confronto che, lontano dai toni placidi del dialogo sociale, assume i contorni di uno scontro frontale, Landini ribalta l’accusa durante l’incontro a Milano tra governo, sindacati e imprese, un vertice dedicato alla produttività e alle relazioni industriali che invece ha fatto da cornice a una nuova e più aspra contrapposizione.
La data dello sciopero che divide
A segnare il punto di non ritorno è la proclamazione di uno sciopero generale per venerdì 12 dicembre, una data che, come già accaduto in passato, rischia di infiammare ulteriormente il panorama delle relazioni industriali. La Cgil, che attraverso il suo segretario ha scelto di alzare il tiro, conferma così quanto minacciato alla fine di ottobre: senza modifiche sostanziali alla manovra economica, la mobilitazione diventerà realtà. Tuttavia, la scelta della data non trova il consenso unanime del sindacato, rivelando una frattura significativa: la CISL, infatti, ha già comunicato la sua decisione di non aderire, mentre la UIL si riserva di valutare nei prossimi giorni la forma e l’opportunità della propria partecipazione alla protesta.
La proposta fiscale e la risposta del governo
Landini, nel rincarare la dose contro il ministro Giorgetti, rispolvera con decisione un tema economico di lungo corso: la cosiddetta “patrimoniale”, ovvero un prelievo straordinario che graverebbe sulle fasce di popolazione più abbienti. Questa proposta, che si inserisce in un dibattito mai realmente sopito, rappresenta la controfferta sindacale alle politiche fiscali del governo, le quali, a suo dire, penalizzerebbero ingiustamente i lavoratori. “Se non vogliono lo sciopero cambino la legge”, è la dichiarazione che sintetizza la posizione durissima del leader della Cgil, il quale lega indissolubilmente la mobilitazione di dicembre a una inversione di rotta sull’impianto della manovra. Dal canto suo, il ministro dell’Economia non mostra alcuna intenzione di arretrare, attestando la linea governativa su posizioni che escludono interventi di quella natura.
Il quadro giudiziario e internazionale
Nel mentre, le cronache giudiziarie registrano sviluppi significativi, sebbene del tutto scollegati dalla vertenza sindacale. Un tribunale, ad esempio, ha confermato la libertà vigilata per un ex presidente della Repubblica francese, mentre un’aula di giustizia è stata teatro del ripensamento di una donna, coinvolta in un noto caso di cronaca nera, che ha ritrattato la sua precedente testimonianza. Oltreoceano, l’amministrazione di Donald Trump, presidente degli Stati Uniti, ha ospitato un importante incontro diplomatico con un leader mediorientale, sottolineando come l’agenda internazionale proceda su binari autonomi rispetto alle tensioni domestiche.




