Juventus, Vlahovic apre al rinnovo: la sfida con il Bayern per un futuro ancora in bianconero
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Redazione Sport
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Dentro a una sfida non proprio da effetti speciali, quella giocata a San Siro 48 ore fa, Dusan Vlahovic ha regalato la sensazione di poterne regalare molte altre, seppur con un orizzonte temporale sotto i piedi davvero limitato. I suoi nove minuti, recupero compreso, hanno messo in apprensione la difesa rossonera e, cosa più importante, hanno restituito a Luciano Spalletti una pedina che, in questa stagione, è mancata fin troppo alla nuova Juventus. L'attaccante serbo, piegato da un infortunio tra i peggiori e da un successivo fastidio al polpaccio che ne ha complicato il rientro, si è rialzato e ora si prepara per aiutare i compagni a tagliare il traguardo minimo – ma non per questo meno prezioso – della qualificazione alla prossima Champions League. Quelle manciate di minuti nell’ultimo, ultimissimo momento della tappa lombarda non significano certo la titolarità domenica con il Verona, ma rappresentano un passo avanti verso una parentesi di gara più sostanziosa da qui alla fine della stagione.
Il contratto in scadenza e la febbre del mercato
Appena quattro giornate di Serie A separano Vlahovic dalla scadenza naturale del suo contratto con la Juventus, quel legame siglato nel lontano 2022 quando arrivò dalla Fiorentina e mai più ritoccato. Un’eventualità, questa, che ha messo in allarme l’intero ambiente torinese, anche perché il serbo, già ora, potrebbe firmare per qualsiasi club vista la posizione contrattuale favorevolissima. A fare da sfondo a questo countdown ci sono le sirene del Bayern Monaco, club che lo corteggia con insistenza – inserendolo nella propria agenda come vice Kane o come rinforzo di lusso – e che potrebbe offrire un ingaggio superiore a quello garantito dalla Continassa. Se il Milan, dall’alto della stima di Massimiliano Allegri (con cui ha già lavorato in passato), sembra destinato a restare a guardare a causa della volontà dell’attaccante di non tradire la causa bianconera rimanendo in Italia, la minaccia tedesca è reale e concreta.
La svolta del rinnovo-ponte e l’effetto Yildiz
Eppure, mentre la clessidra scorre, qualcosa si muove nella direzione più logica. Vlahovic ama e rispetta il mondo Juve in modo viscerale, e nella sua testa è rimasta fissa l’idea di conquistarsi quella fiducia a volte vacillante a causa dei fisici contrattempi. Per mettersi alle spalle il peso di un’annata tanto sfortunata, l’attaccante nato a Belgrado ha fatto posto a una convinzione precisa: continuare a correre per questa maglia è la via di ripartenza più opportuna. Nei pensieri suoi e del suo entourage – dove il padre Milos occupa un ruolo sempre più centrale – si è fatta largo l’ipotesi di un prolungamento breve, magari di soli due anni, fino al 2028. Un matrimonio allungato senza troppe pretese, con cifre che ricordano quelle del rinnovo del turco Yildiz: un ingaggio da circa sei milioni di euro più bonus, una soluzione che potrebbe chiudere un cerchio lasciato aperto da tempo e che ammorbidirebbe il peso economico sulle casse del club.
La sfida Champions e il rapporto con Spalletti
Il rischio di perderlo a zero, con i bavaresi pronti a scattare, ha spinto la dirigenza a cercare un’accelerata, forte anche del fattore tecnico. Il rapporto tra Vlahovic e Spalletti è di quelli che aumentano le aspettative, con l’allenatore toscano che aspetta il vero centravanti per costruire una squadra in grado di lottare per lo scudetto nella prossima stagione. Il serbo, dal canto suo, sa bene che sotto la guida di un tecnico capace di far esplodere i propri attaccanti, la crescita è garantita. In attesa di definire il futuro, però, c’è una volata Champions da onorare. I contatti dell’ultimo periodo promettono bene, ma la priorità, per il momento, resta il campo: raggiungere il traguardo europeo è l’obiettivo immediato per un gruppo che ha trovato nella forza collettiva l’antidoto alle difficoltà di un campionato complicato.




