Lutto per Laura Pausini, lo zio Ettore muore in un incidente in bici

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Un tragico incidente stradale ha stroncato ieri la vita di Ettore Pausini, zio della cantante Laura, mentre percorreva in bicicletta, come era sua abitudine durante il fine settimana, le strade fuori città. L'uomo, che aveva da poco compiuto 78 anni, è stato investito in pieno giorno, alle porte di Bologna, da un'autovettura che, dopo lo scontro, non si è fermata per prestare soccorso, dandosi invece alla fuga e trasformando un momento di svano in una scena di crimine. La dinamica, che le forze dell'ordine stanno ricostruendo nei minimi dettagli, si è consumata lungo via degli Stradelli Guelfi, una strada che collega i comuni di Castenaso e San Lazzaro di Savena, dove la sua passione per il ciclismo si è scontrata con la violenza di un impatto improvviso e fatale.

La ricostruzione dei fatti

Ettore Pausini, originario di Solarolo ma figura ben radicata nel tessuto sociale bolognese dove gestiva un noto salone da barbiere in piazza Azzarita, stava molto probabilmente facendo ritorno a casa dopo una delle sue consuete e lunghe uscite in mountain bike, un'appuntamento fisso che scandiva le sue domeniche. Poco prima dell'una e mezza, mentre procedeva in direzione del centro, la sua bicicletta è stata colpita frontalmente da un'auto, una Opel Astra di vecchia generazione, che viaggiava in senso opposto; l'urto, di una violenza inaudita, non gli ha lasciato scampo, proiettandolo sul selciato e causandone il decesso sul colpo, mentre il conducente del veicolo, invece di fermarsi, ha premuto l'acceleratore per allontanarsi rapidamente dal luogo della tragedia.

La caccia al fuggitivo e il ricordo di un uomo immenso

Immediatamente scattata, l'indagine della polizia si è concentrata sulla ricerca del veicolo pirata, una caccia che si è protratta fino a notte fonda nel tentativo di identificare il responsabile della morte del 78enne, il quale, privato di ogni possibilità di aiuto, è stato lasciato solo sull'asfalto. A dare un volto alla vittima, oltre al legame familiare con la celebre nipote, è stato il commosso ricordo di Stefano Giordani, presidente dell'associazione Onconauti Bologna, che di Ettore era amico da tre decenni e che, senza esitazione, lo ha definito "un uomo immenso", ricordandone non solo l'impegno come testimonial per l'associazione che supporta i malati di cancro ma anche la profonda umanità che lo distingueva.

Una vita tra passioni e impegno sociale

La sua scomparsa lascia un vuoto profondo in coloro che lo conoscevano, non solo per la prematura e violenta circostanza della morte ma per il ruolo attivo che ricopriva, unendo la gestione di un'attività storica a un instancabile volontariato. La bicicletta, che per lui rappresentava uno spazio di libertà e benessere, si è purtroppo trasformata nello strumento di un destino beffardo, sottraendo alla sua famiglia e a un'intera cerchia di amici e conoscenti una personalità generosa e vibrante, il cui saluto ora è affidato alla memoria di chi, come Giordani, ne ha condiviso ideali e percorsi di vita.

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