Auto sulla folla a Taormina, fermati due giovani per tentato omicidio: la procura indaga sulla “reticenza” dei presenti

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La movida notturna della perla dello Ionio si è trasformata in una scena da Far West, o meglio in un episodio di violenza inaudita che poteva costare la vita a diversi ragazzi. Nella notte tra il primo e il due giugno, all’uscita della discoteca Ipanema, un’automobile - una station wagon di grossa cilindrata di colore scuro - si è scagliata deliberatamente contro un gruppo di giovani presenti sul posto, ferendone due prima di dileguarsi nel nulla.

Quanto accaduto, inizialmente non denunciato dalle vittime o dai testimoni, è emerso alla luce del sole soltanto grazie alla decisione del sindaco Cateno De Luca di pubblicare sui propri profili social un video amatoriale dell’aggressione, chiedendo poi conto alle forze dell’ordine. Un’azione, quella del primo cittadino, che ha rotto quel muro di omertà o di paura che rischiava di insabbiare un tentato duplice omicidio.

Indagini lampo e due fermati

La risposta della magistratura e della polizia non si è fatta attendere. La Procura di Messina, dopo la diffusione virale del filmato, ha coordinato un’indagine lampo condotta dalla Squadra Mobile di Messina e dal commissariato di Taormina. A poche ore dai fatti, gli investigatori sono riusciti a identificare e fermare i due presunti responsabili, entrambi residenti a Messina e di nazionalità italiana: un ventiquattrenne e un venticinquenne. L’accusa nei loro confronti, formulata dal pm Fabrizio Monaco, è di una gravità estrema: tentato omicidio aggravato in concorso.

I due, secondo la ricostruzione accusatoria, si trovavano a bordo del veicolo che ha caricato la folla; le indagini tecniche e l’analisi dei frame delle telecamere di sorveglianza hanno consentito di attribuire al più giovane il ruolo di conducente, mentre il venticinquenne era il passeggero.

La dinamica dell'aggressione: una lite e poi la follia

La genesi della vicenda, come si legge nei rapporti di polizia, affonda le radici in una banale lite scoppiata all’interno del locale. Secondo quanto ricostruito, il diverbio ha contrapposto un gruppo di giovani provenienti dalla provincia di Catania e alcuni ragazzi messinesi; un alterco forse legato a futili motivi, magari uno sguardo di troppo o una ragazza, che però è degenerato rapidamente una volta usciti all’aperto. È qui che la situazione precipita: i due indagati, presumibilmente accecati dalla rabbia, salgono a bordo della loro auto.

Invece di allontanarsi, compiono una manovra folle - un’inversione a U o un improvviso cambio di direzione - accelerando violentemente verso il gruppetto di coetanei che stazionava sul marciapiede o sulla carreggiata. Il video, visionato dagli inquirenti, mostra l’impatto e la fuga, lasciando intendere la volontà chiara di sopprimere o comunque danneggiare gravemente le vittime, scampate alla morte solo per un caso fortuito o per la scarsa mira dell’arma impropria utilizzata, l’automobile stessa.

Le prossime fasi e l’appello della procura

Attualmente, i due giovani si trovano in stato di fermo in attesa dell’udienza di convalida, durante la quale il giudice per le indagini preliminari dovrà valutare le richieste della Procura che punta all’applicazione della custodia cautelare in carcere. Un aspetto particolarmente rilevante emerso dalle prime dichiarazioni ufficiali della magistratura è la constatazione di una “diffusa reticenza” da parte di chi ha assistito alla scena.

I pm, ritenendo che vi siano ancora “ulteriori aspetti meritevoli di approfondimento” per una compiuta ricostruzione dei fatti, hanno lanciato un appello pubblico: chiunque avesse girato altri video con il proprio cellulare o fosse in possesso di fotografie scattate in quei minuti, è invitato a consegnare il materiale alla Procura di Messina o alla Polizia di Stato. Non si esclude, insomma, che altri soggetti possano essere coinvolti o che la posizione dei due fermati possa aggravarsi ulteriormente con l’avanzare delle indagini.

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