Wimbledon, Berrettini e Cobolli volano al terzo turno: il tennis italiano brilla sull'erba londinese

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Redazione Sport Redazione Sport   -   A Wimbledon parlano ancora gli azzurri. Dopo Jannik Sinner, anche Matteo Berrettini e Flavio Cobolli si sono guadagnati il pass per il terzo turno dei Championships, raggiungendo così Lorenzo Sonego e portando a quota quattro il numero di italiani ancora in corsa nel tabellone maschile del terzo Slam stagionale. Il Centre Court ha visto tornare a vincere il "martello" romano, mentre sul campo numero 3 il giovane talento capitolino ha dimostrato una volta di più la propria maturità, confermando l'ottimo momento di forma.

Berrettini, una vittoria da top ten sul campo che lo ha consacrato

Matteo Berrettini ha archiviato la pratica Arthur Fils in quattro set, con il punteggio di 6-4, 7-5, 3-6, 6-3, in due ore e 51 minuti di gioco. Il francese, testa di serie numero 20 del torneo e reduce da un infortunio, non ha certo reso la vita facile all'azzurro, ma il romano ha saputo gestire i momenti cruciali dell'incontro con l'autorità che gli appartiene su questa superficie.

A fine partita, Berrettini non ha nascosto la propria soddisfazione per essere tornato a calcare e vincere sul prestigioso Centre Court, un palcoscenico che lo aveva già visto protagonista nella finale del 2021. Il successo, a suo dire, ha il sapore di una prestazione da top ten, costruita grazie a un servizio determinante e a una gestione tattica impeccabile nei frangenti decisivi, come il break che ha indirizzato il quarto set dopo aver ceduto il terzo parziale.

La strada verso il titolo si fa però più impervia, con il bulgaro Grigor Dimitrov ad attenderlo al prossimo turno.

Cobolli, tra carattere e scherzi: "Ogni giorno lotto contro me stesso"

Per Flavio Cobolli, attuale numero 10 del mondo, il successo sull'australiano James Duckworth è stato tutt'altro che semplice. Il punteggio finale di 7-6 (4), 3-6, 7-6 (3), 6-1 racconta di una partita combattuta, risolta grazie a due tie-break vinti con autorità e a un quarto set dominato, in cui l'avversario ha ceduto fisicamente.

Il giovane romano ha ammesso di essersi arrabbiato con sé stesso e di aver litigato con il sistema automatico di chiamata, scherzando poi sul fatto di essersi già "mandato a quel paese" con il suo prossimo avversario, il russo Karen Khachanov, incontrato per caso nella vasca del ghiaccio. Al di là dell'ironia, Cobolli ha sottolineato l'importanza di aver lottato contro le proprie aspettative e la pressione, elementi che, a suo dire, diventano benzina per il suo tennis.

La capacità di vincere anche quando non si è al top della condizione è una lezione che il finalista dell'ultimo Roland Garros sembra aver fatto propria, e il prossimo confronto con Khachanov rappresenterà un altro banco di prova per le sue ambizioni.

L'Italia che avanza: un movimento in grande crescita

Con l'approdo di Berrettini e Cobolli, il tennis italiano a Wimbledon si conferma una realtà consolidata e in continua espansione. Non si tratta più solo di Jannik Sinner, il numero uno del mondo che guida il plotone, ma di un gruppo solido di giocatori in grado di competere ai massimi livelli anche sull'erba londinese. La vittoria di Lorenzo Sonego in cinque set sul canadese Gabriel Diallo aveva già aperto la strada, dimostrando la grinta e la resilienza che caratterizzano questi azzurri.

L'entusiasmo dei tifosi romani, che hanno sostenuto Cobolli come fossero in una curva di calcio, è il riflesso di un movimento che sa emozionare e che si candida a giocarsi le proprie carte per un posto ai piani altri del tabellone, con l'obiettivo di scrivere una pagina storica per il tennis italiano.

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