Cobolli vola agli ottavi di Wimbledon: "Ora l'erba non mi fa più paura"
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Redazione Sport
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Flavio Cobolli ha scritto una pagina di storia personale a Wimbledon, raggiungendo per la prima volta gli ottavi di finale in uno Slam. Il tennista romano, che fino a poco tempo fa ammetteva di non amare le superfici erbose, ha liquidato in tre set il ceco Jakub Menšík, testa di serie numero 17, con un punteggio netto (6-2, 6-4, 6-2) che non lascia spazio a interpretazioni. Un successo che, oltre a proiettarlo nella seconda settimana del torneo, gli regala la ventesima posizione nel ranking Atp, nuovo best ranking in carriera.
"Fantastico raggiungere gli ottavi qui – ha detto Cobolli a margine dell’incontro –. Ho iniziato sulla terra rossa e all’inizio odiavo l’erba, ma ora sono felice di giocarci". La crescita del ventiduenne appare evidente, non solo nel rendimento tecnico ma anche nell’approccio mentale. "Ho mantenuto la concentrazione per tutto il match, senza fretta, senza cercare scorciatoie", ha aggiunto, sottolineando come la determinazione sia stata la chiave per imporsi senza concedere spazio all’avversario.
Menšík, considerato uno dei giovani più promettenti del circuito, non ha mai trovato il ritmo giusto, incassando un passivo pesante in appena due ore di gioco, interrotte da una lunga sospensione per pioggia. Cobolli, invece, non ha perso il filo del match neppure dopo la pausa, dimostrando una solidità insolita per un giocatore alla sua prima esperienza così avanzata in un Major. "Sto lavorando bene con il mio team, e questo mi sta aiutando a migliorare", ha spiegato, senza nascondere l’ambizione di salire ancora nella gerarchia del tennis mondiale.
A colpire, oltre al tennis, è l’umiltà con cui Cobolli analizza il proprio percorso. "Dio non mi ha dato il servizio, ma mi ha dato le gambe", ha detto sorridendo in conferenza stampa, in una frase che riassume la sua filosofia: compensare con grinta e movimento ciò che tecnicamente potrebbe mancargli. Un approccio che, almeno per ora, sta pagando.




