A Wimbledon è festa azzurra: Sinner, Cobolli e Sonego agli ottavi
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Redazione Sport
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Mai prima d’ora il tennis italiano aveva messo in scena una simile esibizione sull’erba di Wimbledon. Per la prima volta nella storia del torneo, tre azzurri – Jannik Sinner, Flavio Cobolli e Lorenzo Sonego – hanno conquistato gli ottavi di finale, scrivendo una pagina che va oltre il risultato sportivo e diventa un pezzo di storia.
Il primo a scendere in campo sarà Cobolli, che affronterà alle 12:00 il croato Marin Cilic, ex campione degli US Open, sul campo 2. Un test impegnativo per il romano, che ha dimostrato grinta e progressi tecnici nel superare i precedenti turni. A seguire, non prima delle 16:00, toccherà a Sonego misurarsi con Ben Shelton, testa di serie numero 10 e atleta dal servizio esplosivo, sul campo 1. L’azzurro, reduce da una maratona di oltre cinque ore contro Brandon Nakashima, dovrà gestire la stanchezza e l’aggressività dell’americano, che ha eliminato in tre set il veterano Márton Fucsovics.
Ma è Sinner, ovviamente, a catalizzare l’attenzione. Il numero uno del mondo affronterà Grigor Dimitrov, giocatore elegante e pericoloso sul veloce, nel suo quarto ottavo di finale consecutivo a Wimbledon. Un match che, se da un lato vede il bolzanino favorito, dall’altro non potrà prescindere dall’esperienza del bulgaro, capace in passato di raggiungere le semifinali nello Slam londinese.
A commentare questa straordinaria spedizione azzurra è Ivan Ljubičić, ex numero 3 ATP e coach di Roger Federer, ora commentatore tecnico: "Sinner non sorprende più, ma Cobolli e Sonego hanno compiuto due imprese, non solo per il risultato ma per come l’hanno ottenuto". Un plauso che arriva da chi, per anni, ha vissuto i retroscena del circuito, sottolineando come il merito non sia solo nei numeri ma nell’evoluzione del loro tennis.
Se l’Italia festeggia, però, il tabellone maschile resta un terreno minato. Ljubičić mette in guardia: "Attenzione a Djokovic, ma se Sinner e Alcaraz si incrociano, lo spagnolo potrebbe avere quel qualcosa in più, come in Formula 1". Un paragone che rende l’idea di quanto, in questa fase della competizione, ogni dettaglio possa fare la differenza.




