Giulia Stabile nel Corpo di ballo di Rosalía: l’esibizione sul palco dei Brit Award conferma le indiscrezioni
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Il percorso iniziato tra le polemiche costruttive e i riflettori del talent show di Maria De Filippi, “Amici”, ha portato Giulia Stabile a calcare uno dei palchi più prestigiosi del panorama musicale internazionale. La ballerina, che proprio in quella scuola televisiva aveva conquistato il pubblico e la vittoria, è stata infatti una delle protagoniste silenziose ma fondamentali della serata dei Brit Award 2026, svoltasi alla Co-op Live Arena di Manchester. L’occasione era di quelle che segnano una carriera: fare parte del corpo di ballo che accompagnava Rosalía, la quale, insieme alla storica e visionaria Björk, ha regalato alla platea britannica e mondiale una performance destinata a rimanere negli annali. La Stabile, dunque, non è più soltanto un volto noto per il pubblico italiano, ma ha ormai intrapreso un percorso professionale che le consente di esibirsi al fianco di superstar della musica, confermando quelle voci di un suo approdo a progetti di respiro internazionale che circolavano già da tempo negli ambienti degli addetti ai lavori.
L’esibizione in questione ha visto la catalana Rosalía presentare dal vivo per la prima volta “Berghain”, brano tratto dal suo album “Lux”, in una versione che fondeva sapientemente l’opera lirica con le martellanti pulsazioni della techno. È stato proprio durante questo segmento, quello della dissoluzione rave, che il palco del Brit Award si è trasformato in una sorta di club estemporaneo. I ballerini, tra cui appunto Giulia Stabile, si sono lasciati andare a una coreografia forsennata e ipnotica, richiamando le atmosfere del leggendario club berlinese che dà il Titolo alla canzone. Le movenze, curate dalla direzione creativa di Pilar Vila Tobella e dalla coreografia del collettivo francese (La)Horde, non erano semplici passi ma un vero e proprio linguaggio, una rappresentazione visiva della frammentazione contemporanea. In questo contesto di altissima professionalità e sperimentazione estetica, l’ex allieva di “Amici” ha dimostrato di possedere il talento e la versatilità necessari per inserirsi in un meccanismo così complesso, dove la danza diventa parte integrante di un’installazione artistica più ampia.
La performance, che ha visto Björk irrompere sul palco in un duetto tanto inaspettato quanto di impatto, ha rappresentato il culmine artistico della serata, rubando la scena persino alla storica vittoria di Rosalía come Miglior Artista Internazionale, primo trionfo assoluto per un artista spagnolo in quella categoria. Mentre l’attenzione dei media era giustamente catalizzata dalle due star, chi osserva con occhio attento il mondo della danza non ha potuto fare a meno di notare la qualità e la preparazione del gruppo di ballerini che le supportava. La Stabile, in questo senso, si è mossa con una disinvoltura che lascia presagire un futuro ricco di soddisfazioni, inserendosi perfettamente in quella “frenesia dionisiaca” che caratterizzava il finale del brano. Non si è trattato, quindi, di una semplice comparsa, ma di una partecipazione attiva a un momento di rottura degli schemi musicali, dove persino il discorso di ringraziamento della cantante, incentrato sulla celebrazione della diversità culturale e linguistica, trovava una corrispondenza visiva nella varietà e nel talento del suo di ballo.




