Bonus under 35 e bonus donne: come funzionano i nuovi incentivi al lavoro
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Redazione Interno
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Buone notizie per i giovani in cerca di occupazione e per le donne svantaggiate: entrano nel vivo due misure previste dal Decreto Coesione 2024, che puntano a incentivare l’assunzione a tempo indeterminato attraverso sgravi contributivi e bonus economici. L’Inps, con le circolari n. 90 e n. 91 pubblicate il 12 maggio 2025, ha definito i dettagli operativi, chiarendo requisiti e modalità di accesso.
Il bonus assunzioni under 35, rivolto ai datori di lavoro privati, premia chi assume con contratto stabile giovani al di sotto dei 35 anni. L’obiettivo, come evidenziato dal legislatore, è facilitare l’ingresso delle nuove generazioni in un mercato del lavoro spesso caratterizzato da precarietà. Non si tratta di un sostegno diretto ai lavoratori, bensì di un alleggerimento dei costi per le aziende, che potranno contare su un contributo mensile fino a 650 euro.
Parallelamente, dal 16 maggio saranno aperte le domande per il bonus donne, un esonero contributivo totale della durata di 24 mesi destinato alle imprese che assumono a tempo indeterminato lavoratrici in condizioni di svantaggio. La misura, introdotta dall’articolo 23 del Dl 60/2024 e convertito nella legge 95/2024, mira a colmare il divario di genere nell’occupazione, soprattutto in contesti dove la presenza femminile è storicamente più fragile. L’agevolazione, che copre interamente gli oneri contributivi Inps (fino allo stesso tetto di 650 euro mensili), sarà applicabile ai contratti stipulati tra il 1° settembre 2024 e il 31 dicembre 2025.
Per accedere al bonus donne, le lavoratrici dovranno rientrare in specifici criteri di svantaggio socio-economico, ancora in fase di precisazione da parte degli enti competenti. L’Inps, nel pubblicare le istruzioni, ha sottolineato che le richieste dovranno essere inoltrate attraverso i canali ufficiali, evitando così ritardi o irregolarità.
Quanto al bonus under 35, la circolare n. 90 ha specificato che l’incentivo sarà cumulabile con altre agevolazioni, a patto che non superi i limiti di aiuto previsti dalla normativa europea. Resta invece escluso il pubblico impiego, poiché il provvedimento si rivolge esclusivamente al settore privato.




