Incentivi auto elettriche 2027-2030: bonus fino a 3 mila euro, ecco come funziona

Incentivi auto elettriche 2027-2030: bonus fino a 3 mila euro, ecco come funziona
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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il Tavolo Automotive dello scorso gennaio aveva gettato le basi per un cambio di passo, e ora il nuovo decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri ha preso forma, delineando un quadro di incentivi che, a partire dal 1° gennaio 2027, rivoluzionerà le agevolazioni per il settore. La misura, pensata per accompagnare la transizione verde fino al 31 marzo 2030, introduce un sistema di contributi che, contrariamente a quanto molti potrebbero aspettarsi, non prevede più i classici bonus per l'acquisto diretto di auto nuove.

L'attenzione, in questa fase, si sposta su altri segmenti della mobilità sostenibile e sulle tecnologie per la filiera, con interventi mirati che spaziano dai veicoli commerciali alle moto, fino all'installazione di impianti a gas.

Addio ai bonus per le auto nuove, il decreto cambia rotta

La novità più eclatante del nuovo Dpcm automotive riguarda senza dubbio lo stop agli incentivi all'acquisto di vetture nuove di zecca, una scelta che segna una netta discontinuità rispetto al passato. Niente più contributi a fondo perduto per chi decide di rottamare il vecchio modello per sostituirlo con uno a basse emissioni, almeno per quanto concerne le auto.

Il decreto, infatti, si concentra su altri obiettivi: da un lato, il rilancio della mobilità sostenibile attraverso il retrofit a gas, con un piano da 21 milioni di euro destinato a chi trasforma il proprio veicolo per alimentarlo a GPL o metano; dall'altro, l'agevolazione del noleggio a lungo termine per le fasce di popolazione con redditi più bassi, un canale che potrebbe favorire l'accesso a mezzi più efficienti senza l'onere dell'acquisto.

Per i furgoni e i veicoli commerciali, invece, gli incentivi arrivano fino a 20 mila euro, mentre per l'installazione di impianti GPL è previsto un bonus di 400 euro, che sale a 800 euro per il metano, a testimonianza di una strategia che punta a diversificare le soluzioni per ridurre l'impatto ambientale.

Moto e scooter elettrici: il contributo per le due ruote dal 2027

Uno dei capitoli più rilevanti del provvedimento è rappresentato dagli incentivi dedicati al mondo delle due ruote, un comparto che, nel panorama della mobilità urbana, gioca un ruolo sempre più centrale. Dal 1° gennaio 2027, e fino alla primavera del 2030, il ministero delle imprese e del made in Italy ha previsto un contributo per l'acquisto di ciclomotori e motocicli ibridi ed elettrici, una misura che si rivolge sia a persone fisiche che a persone giuridiche.

La norma, come si legge nelle disposizioni ufficiali, riguarda i veicoli appartenenti alle categorie L1e, L2e, L3e, L4e, L5e, L6e e L7e, una classificazione che copre un'ampia gamma di mezzi, dai piccoli scooter ai quadricicli pesanti. Il contributo concesso è pari al 20% del prezzo di listino del veicolo, con un tetto massimo di 2.000 euro, una cifra che, sebbene non copra interamente il differenziale di costo rispetto a un modello termico, rappresenta comunque un incentivo significativo per chi intende fare il passo verso la mobilità elettrica o ibrida, anche attraverso formule come il leasing.

Il bonus per le colonnine di ricarica e le agevolazioni per il noleggio

Se per le auto l'acquisto diretto non riceve più alcun sostegno, il decreto non dimentica l'infrastruttura di supporto alla transizione, ovvero le colonnine di ricarica, per le quali è stato introdotto un apposito bonus che dovrebbe alleviare i costi di installazione per privati e condomìni. Un tassello fondamentale, questo, per costruire una rete di ricarica capillare che, allo stato attuale, rappresenta ancora uno dei principali ostacoli alla diffusione dell'elettrico.

Parallelamente, il provvedimento mette a disposizione fondi per il noleggio a lungo termine, una formula che, come accennato, viene potenziata con agevolazioni mirate per chi ha redditi bassi, consentendo così di accedere a veicoli a basse emissioni senza dover affrontare l'esborso iniziale dell'acquisto. Si tratta di una scelta che, se da un lato risponde a esigenze di equità sociale, dall'altro riconosce il mutare delle abitudini di consumo, sempre più orientate verso l'uso piuttosto che il possesso del bene.

Retrofit a gas e misure per la filiera: il piano da 21 milioni

Il ritorno del bonus retrofit a gas rappresenta, infine, l'altra faccia della medaglia del nuovo Dpcm, con un piano da 21 milioni di euro che intende rilanciare un settore, quello della trasformazione dei motori a benzina o diesel in impianti alimentati a GPL o metano, che in Italia vanta una tradizione consolidata e un'indubbia rilevanza industriale.

Questa misura, oltre a offrire un'alternativa economica e meno inquinante per chi non può permettersi un'auto nuova, sostiene l'intera filiera della componentistica e dell'installazione, contribuendo a preservare posti di lavoro e competenze tecniche. L'importo del contributo, come detto, varia a seconda del tipo di impianto, con un massimo di 400 euro per il GPL e di 800 euro per il metano, cifre che, abbinate all'ecobonus per la rottamazione di vecchi veicoli, potrebbero rendere l'operazione particolarmente conveniente per molti automobilisti.

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