Bonus colonnine e incentivi green 2026, dal Dpcm Automotive 1,3 miliardi per furgoni e moto

Bonus colonnine e incentivi green 2026, dal Dpcm Automotive 1,3 miliardi per furgoni e moto
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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il Dpcm Automotive, in attesa di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, disegna un quadro di interventi senza precedenti per il settore della mobilità sostenibile. Il provvedimento, attualmente all'esame della Commissione Finanze del Senato, stanzia risorse considerevoli per incentivare l'acquisto di veicoli commerciali e due ruote a basse emissioni, oltre a rinnovare il contributo per le colonnine di ricarica domestiche.

L'obiettivo dichiarato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy è duplice: da un lato, rilanciare una filiera industriale strategica per il Paese; dall'altro, accelerare la transizione ecologica del parco veicolare circolante.

Un miliardo e trecento milioni per il rinnovo del parco

Il cuore del decreto è rappresentato da un fondo di 1,3 miliardi di euro, destinato a imprese, famiglie e mobilità sostenibile. Si tratta di un intervento che il ministro Adolfo Urso ha più volte definito fondamentale per modernizzare gli impianti produttivi e sostenere la ricerca e lo sviluppo nel comparto.

Oltre settanta per cento delle risorse sarà assorbito da accordi per l'innovazione e contratti di sviluppo, con un'attenzione particolare alle Pmi della componentistica, che potranno accedere ai cosiddetti 'mini contratti' per finanziare investimenti tecnologici e progetti legati all'auto connessa e alla guida autonoma. La strategia punta a trasformare la filiera italiana in un polo tecnologico competitivo a livello europeo, come del resto emerso anche dai recenti accordi di cooperazione industriale siglati con la Francia.

Incentivi per furgoni e veicoli commerciali: 180 milioni per le imprese

Una fetta importante del pacchetto, pari a 180 milioni di euro, è riservata specificamente alle piccole e medie imprese che intendono rinnovare le proprie flotte di veicoli commerciali. L'incentivo è volto a favorire l'acquisto di nuovi furgoni delle categorie N1 e N2 a basso impatto ambientale, in vista delle future e sempre più stringenti restrizioni alla circolazione nei centri urbani per i mezzi più inquinanti.

Per le aziende di logistica e trasporto, che devono confrontarsi quotidianamente con le esigenze delle consegne dell'ultimo miglio, si tratta di un'opportunità concreta per ammodernare i mezzi e ridurre l'impatto ambientale delle proprie operazioni, come dimostrano iniziative analoghe già intraprese da grandi player del settore come DHL Express.

Moto e scooter green: 90 milioni per la mobilità urbana

Il decreto punta fortemente anche sulla mobilità urbana sostenibile, destinando 90 milioni di euro all'incentivazione dell'acquisto o del leasing di scooter elettrici, moto ibride, quadricicli elettrici e microcar green. L'obiettivo è favorire la diffusione di mezzi leggeri a basse emissioni, contribuendo a decongestionare il traffico e ridurre i livelli di smog nelle città italiane.

Una misura che potrebbe dare ulteriore slancio a un mercato delle due ruote elettriche già in forte crescita, rendendo più accessibile una scelta di mobilità sostenibile anche per i cittadini che vivono nei grandi centri urbani.

Bonus colonnine domestiche 2026: importi e novità per privati e condomini

Torna anche per il 2026 il bonus per l'installazione di colonnine di ricarica private. Il fondo complessivo stanziato per questa misura è di 68 milioni di euro per il potenziamento delle infrastrutture domestiche, ma si inserisce in una programmazione quinquennale che per l'intero periodo 2026-2030 mette a disposizione circa 200 milioni di euro.

Per i privati cittadini che installeranno una wallbox o una stazione di ricarica presso la propria abitazione, è previsto un contributo a fondo perduto pari all'ottanta per cento della spesa sostenuta per l'acquisto e la posa in opera, fino a un massimo di 1.500 euro. Nel caso in cui l'installazione venga effettuata sulle parti comuni di un edificio condominiale, il massimale del contributo sale a 8.000 euro, a copertura delle spese necessarie per adeguare gli impianti e rendere operativo il punto di ricarica condiviso.

Sono ammissibili al contributo le spese per l'acquisto dell'infrastruttura, la messa in opera, gli impianti elettrici, le opere edili strettamente necessarie, nonché i costi di progettazione, direzione lavori e connessione alla rete elettrica tramite attivazione di un nuovo POD (Point of Delivery).

Retrofit Gpl e metano: 20 milioni per la conversione

Non mancano nel decreto le misure dedicate al retrofit, ovvero alla conversione dei motori dei veicoli già circolanti. Circa 20 milioni di euro saranno destinati all'installazione di impianti Gpl e metano, una soluzione che consente di ridurre emissioni e consumi a costi contenuti, senza dover affrontare l'acquisto di un'auto nuova. Una via che potrebbe rivelarsi particolarmente interessante per quei proprietari di veicoli più datati che desiderano adeguarsi alle normative ambientali senza sostenere l'esborso per un mezzo di ultima generazione.

Noleggio sociale sperimentale: 50 milioni per le famiglie

La vera novità del Dpcm Automotive è rappresentata dall'introduzione, in via sperimentale, di un programma di noleggio sociale a lungo termine. Il fondo dedicato ammonta a circa 50 milioni di euro ed è riservato alle persone con un ISEE inferiore a 30.000 euro che contestualmente rottamano un veicolo omologato Euro 4 o inferiore. Una misura che mira a rendere la mobilità sostenibile accessibile anche alle famiglie con minore capacità economica, consentendo loro di utilizzare un'auto a basse emissioni senza gli oneri legati all'acquisto e alla manutenzione.

L'obiettivo del Governo, secondo quanto dichiarato dal ministro Urso, è quello di bilanciare il sostegno industriale con la transizione ecologica e gli aiuti ai cittadini, rendendo il sistema automotive italiano più moderno e competitivo nel lungo periodo.

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